Paolucci su riapertura filovia e Grotta del Cavallone: “Finanziato dalla Giunta di centrosinistra per lo sviluppo delle aree interne”

Paolucci su riapertura filovia e Grotta del Cavallone: “Finanziato dalla Giunta di centrosinistra per lo sviluppo delle aree interne”

“Era una ferita al cuore la chiusura delle Grotte dovuta all’inagibilità della cestovia, che ora grazie all’impegno degli amministratori locali, a cui vanno i miei ringraziamenti e complimenti Gian Paolo Rosato  Sindaco di Taranta Peligna e Tiziana Di Renzo Sindaco di Lama dei Peligni e al finanziamento della nostra Giunta regionale di centrosinistra finalmente è tornata a funzionare, permettendo la riapertura delle Grotte”, così il capogruppo Pd Silvio Paolucci che nel 2017 propose il recupero da assessore regionale al Bilancio.

“Un passo importante a favore delle aree interne e a favore di un turismo esperienziale su cui l’Abruzzo deve puntare con decisione, da questo nacque quel contributo e altre scelte importanti – ricorda Paolucci – Fondamentale a tal fine è stata anche la statalizzazione della Ss 84 passata prima alla Provincia di Chieti e, grazie al nostro intervento, ripassata di competenza all’Anas, affinché fossero sempre garantite manutenzione e sicurezza di un’arteria così fondamentale per la Regione. Così com’è accaduto nel passato, è nostra intenzione continuare a investire nel territorio e a favore delle aree interne, per cui, oltre all’impianto a fune, alla Statale e alla Città delle grotte, avevamo realizzato il potenziamento della rete dell’emergenza e del 118, che il centrodestra al governo della Regione ha tagliato e mortificato, andando in una direzione radicalmente diversa da quella che avevamo impresso nella precedente consiliatura e, soprattutto, spogliando quei territori di servizi essenziali per la popolazione e per lo sviluppo delle aree interne”.

Pepe: “Sul Porto di Giulianova nessuna risposta da parte della Giunta Marsilio”

Pepe: “Sul Porto di Giulianova nessuna risposta da parte della Giunta Marsilio”

“Nel corso dell’ultimo Consiglio regionale è stata discussa l’Interpellanza, a mia firma, sui lavori riguardanti il Porto di Giulianova. Da mesi sostengo, con preoccupazione, il bisogno di mettere ordine in questa complessa vicenda per non correre il rischio di perdere i fondi europei (FEAMP) intercettati per la realizzazione di buona parte dei progetti previsti proprio sul Porto giuliese” spiega il Vicecapogruppo regionale del Partito Democratico, Dino Pepe.

“Scopo del documento presentato era quello di fare chiarezza su alcuni aspetti fondamentali relativi a cinque punti specifici e cioè: entro quanto tempo e con quale dettagliato crono-programma, verranno attuati e conclusi gli interventi che consentono di migliorare le condizioni di lavoro dei pescatori e di garantire, più in generale, la sicurezza del porto stesso; come il Governo regionale intende dare impulso ai lavori anche al fine di recuperare il ritardo accumulato e rispettare i tempi di rendicontazione; come, nella ipotesi di istallazione di meno torri faro rispetto alle previste, verrebbe garantita la conformità del progetto e la necessaria illuminazione del porto; quale è lo stato dell’arte circa il completamento della “diga esterna Nord”, di circa 112 metri lineari, come da Piano Regolatore Portuale (Prp), per il quale è stato più volte annunciato un finanziamento di 2milioni di Euro ed, in ultimo, quali ulteriori iniziative volte al miglioramento, compreso il problema dell’insabbiamento, del Porto la Regione intende assumere e con quali risorse” prosegue Dino Pepe.

“La risposta, affidata al Sottosegretario D’Annuntiis, è stata come sempre insufficiente e inadeguata. Abbiamo assistito ad un intervento farcito di arroganza, assolutamente fuori tema e tipico di chi anziché studiare ‘le carte’ pensa di risolvere la questione con attacchi scomposti ai precedenti governi regionali. Una grave mancanza di rispetto verso tutti quegli operatori del mare che nel Porto di Giulianova lavorano ogni giorno. Ricordo, infatti, che questi lavori partono dalla esigenza di migliorare le condizioni di lavoro dei pescatori e per garantire, più in generale, la sicurezza del porto stesso e ovviamente incidono sull’aspetto dell’offerta turistica dell’itera costa teramana” conclude Pepe.

Città Sant’Angelo, Pd – SI: “CHI HA PROMOSSO IL BIODIGESTORE È STATA L’AMMINISTRAZIONE PERAZZETTI, NON L’AMMINISTRAZIONE FLORINDI”

Città Sant’Angelo, Pd – SI: “CHI HA PROMOSSO IL BIODIGESTORE È STATA L’AMMINISTRAZIONE PERAZZETTI, NON L’AMMINISTRAZIONE FLORINDI”

Quel che resta dell’Amministrazione Perazzetti, non contenta della magra figura in Consiglio Comunale, è convinta (però a torto) di poter “rigirare la frittata” senza troppe difficoltà, svestendo i panni di Amministrazione e trasformandosi in opposizione delle opposizioni, imponendo una rilettura personalistica dei fatti, spacciandola per buona e offrendo una ricostruzione postuma confusa e contraddittoria che fa rabbrividire.

Ad emendare la risoluzione delle opposizioni che si proponevano di bloccare la procedura per la realizzazione del biodigestore a Piano di Sacco, a favore di una rivalutazione a livello provinciale della migliore localizzazione nell’area metropolitana (come previsto realmente dal progetto di fusione), è stata l’assessore alle partecipate Rapagnetta, che di fatto ha stravolto e svuotato di contenuto l’iniziativa dell’opposizione, andando a deliberare qualcosa che è già previsto dalla legge.

Inoltre, non essendo stata in grado di esprimere una propria posizione sul biodigestore, ha scaricato la responsabilità sull’Amministrazione Florindi, proponendo una ricostruzione del tutto errata e fuori da ogni norma.

Ecco come stanno realmente le cose:

Il 30/11/2017 l’Amministrazione Florindi delibera l’approvazione del nuovo statuto di Ambiente e la presa d’atto del documento di lavoro (ottobre 2017) – cfr stralcio.

A pagina 19 del detto documento (acquisito presso gli uffici comunali, quello effettivamente richiamato nel progetto di fusione e non quello menzionato dall’Assessore Rapagnetta) quanto all’ipotesi di un impianto di digestione anaerobica, in valutazione, da realizzare all’interno dell’area metropolitana di Ambiente si parla non di Piano di Sacco, come impropriamente riferito nel corso del Consiglio Comunale dall’assessore Rapagnetta, bensì di Colle Cese; si ipotizza nel documento anche il potenziale previsto dell’impianto di  30.000 t/anno di FORSU + 5.000 t/anno di frazione verde (non quello che si propone attualmente).

Il 07/06/2018 il Consiglio comunale, richiamate sempre le medesime valutazioni strategiche, quelle di ottobre 2017 non il documento letto impropriamente dalla Rapagnetta, approva il progetto di fusione, che si pone l’obiettivo strategico di promuove, all’interno dell’ATO per la gestione integrata dei rifiuti e nello specifico dei sub ambiti provinciali, processi di riorganizzazione aziendale per favorire il risparmio dei costi e incremento dell’efficienza a favore delle collettività servite.

È tutto scritto e documentato. Lo stesso Ex Sindaco Florindi e tutta la passata Amministrazione (Patrizia Longoverde compresa, attuale Consigliera di opposizione) presero posizione e spiegarono i progetti su Piano di Sacco.

Carta canta, sì, ma non le parole che vorrebbe far passare la Rapagnetta, che, per niente capace del gioco delle tre carte, rivendica una chiarezza e coerenza che evidentemente non è riuscita a trasmettere.

Ci dicesse lei che ora amministra e lo fa da oltre tre anni se è favorevole o meno alla localizzazione a Piano di Sacco del biodigestore anaerobico; se è d’accordo con il metodo che è stato seguito per quella localizzazione; perché è di questo che si discute, è questo che abbiamo contestato.

Se proprio vuole, l’ex Assessore Ing. Ambientale che ha un nome e cognome cioè Alice Fabbiani, potrebbe aiutarla a ricostruire il passato, chiamando anche ex Amministratori.

E se proprio ha voglia di dissertare sui social, se le avanza del tempo, può anche spiegarci le ragioni della lievitazione dei costi di gestione di Ambiente degli ultimi anni, dello squilibrio economico del cantiere di Città Sant’Angelo, del motivo per cui sono stati trasferiti dopo tanti tentennamenti dei dipendenti a Pescara, perché hanno deciso di rafforzare il peso di Pescara all’interno del Cda appoggiando la modifica statutaria, del preavviso di rigetto pervenuto dall’Anac a Ambiente. Amministrare significa anche scegliere e non nascondersi dietro a pareri e finte responsabilità passate.

 

 

Per il Gruppo consiliare “Insieme per Città Sant’Angelo – Partito Democratico”:

Antonio Melchiorre

Patrizia Longoverde

Mauro Patrizii

Catia Ciavattella

 

Per “Sinistra Italiana – Circolo “Fernando Fabbiani”:

Alice Fabbiani

 

 

 

PD Roseto: “La sistemazione della strada Coste Lanciano è un importante e strategico risultato dell’Amministrazione Di Girolamo”

PD Roseto: “La sistemazione della strada Coste Lanciano è un importante e strategico risultato dell’Amministrazione Di Girolamo”

Il Partito Democratico di Roseto, a fronte delle recenti roboanti esternazioni dell’Assessore ai Lavori Pubblici della Giunta Nugnes , sottolinea che l’approvazione del progetto definitivo – esecutivo per la sistemazione della strada denominata Coste Lanciano è riconducibile ad un finanziamento ottenuto dalla precedente amministrazione comunale guidata da Sabatino Di Girolamo, Assessore ai Lavori pubblici Simone Tacchetti .

Gli amministratori, ben conoscendo le necessità del territorio, inserirono il progetto preliminare per la sistemazione della strada interpoderale in un secondo pacchetto di richieste di fondi ministeriali destinato a contrastare il dissesto idrogeologico, ottenendo nel complesso dieci milioni a fondo perduto per la Città e, per la strada di Coste Lanciano, un milione di euro .

Roseto e Cologna  avranno così presto una idonea arteria di collegamento diretto con l’ imbocco della cosiddetta Teramo – mare, che favorirà tutti coloro che raggiungono per lavoro o altro il capoluogo di Provincia.

L’arteria favorirà anche l’afflusso a Cologna  e Roseto di coloro che arrivano da Roma e dall’entroterra aquilano e teramano a fini turistici balneari.

Una scelta oculata riconducibile a buoni amministratori locali che il Partito Democratico annovera tra i suoi iscritti.

 

 

Partito Democratico Roseto degli Abruzzi

Firmato l’atto di consegna alla Provincia dell’ex caserma Bucciante. Paolucci: “Finalmente sarà restituita alla città di Chieti la sua Biblioteca De Meis”

Firmato l’atto di consegna alla Provincia dell’ex caserma Bucciante. Paolucci: “Finalmente sarà restituita alla città di Chieti la sua Biblioteca De Meis”

“Con la consegna alla Provincia dell’ex caserma Bucciante avvenuta ieri, grazie al lavoro del presidente Menna e all’impegno del consigliere Filippo Di Giovanni allo scopo, si perfeziona un passaggio chiave che consentirà a Chieti di riavere la sua Biblioteca storica. Sono orgoglioso di questo importante impiego dei fondi Masterplan della Legislatura D’Alfonso, avviata nel 2015, quando, come assessore al Patrimonio, sottoscrissi l’intesa istituzionale da cui tutto è partito, che per la Biblioteca prevedeva 4 milioni di euro”, così il capogruppo regionale Pd Silvio Paolucci, ricorda come si è arrivati alla riqualificazione di questa struttura per anni all’abbandono nel cuore della città.

“Quello di ieri è stato un passo che fa diventare cantiere l’intento che avevamo condiviso fra enti e per il capoluogo teatino – rimarca Paolucci – Dopo l’atto di passaggio alla Provincia, che con la Prefettura, l’Università, il Comune, ha lavorato sodo per traghettare nella realtà un progetto utile e di valore, si potrà infatti passare alla gara d’appalto, per giungere ai lavori di questo lotto nel 2023. Il recupero della Bucciante è partito con un finanziamento Masterplan della precedente Giunta regionale, era il 2015 quando firmammo l’accordo di programma per dare una spinta a favore della comunità e vedere realizzata la “Cittadella della cultura”, che oltre alla De Meis ospiterà anche dall’Archivio di Stato e spazi condivisi con l’Università. Il Masterplan, ancora una volta, rivela tutto il suo potenziale, attraverso questo strumento trovammo i fondi per realizzare la Cittadella, che oggi vengono integrati dai finanziamenti aggiuntivi maturati grazie al lavoro della Provincia e al riscontro dato dalla Regione. Ora si stringano i tempi della realizzazione, la Biblioteca deve risorgere più bella e accogliente di prima”.

Operativa anche a Chieti la rete dei corridoi umanitari per l’accoglienza dei profughi afghani.  Comune e Arci: “Un progetto che unisce l’Italia per salvare donne, uomini e bambini a rischio”

Operativa anche a Chieti la rete dei corridoi umanitari per l’accoglienza dei profughi afghani. Comune e Arci: “Un progetto che unisce l’Italia per salvare donne, uomini e bambini a rischio”

Si attiva anche a Chieti la rete dei Circoli rifugio dell’Arci diffusa su tutto il territorio nazionale per l’accoglienza di cittadini afghani, soprattutto donne e bambini. Sono 215.000 le persone accolte in Italia in virtù di un protocollo d’intesa per la realizzazione del progetto “Corridoi umanitari/Evacuazioni per l’Afghanistan”, firmato il 4 novembre 2021 tra Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ministero dell’Interno, CEI, Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche, Tavola Valdese, Arci, INMP, OIM e Unhcr. Stamane il sindaco ha ricevuto la famiglia arrivata nei giorni scorsi in città, a cui viene data accoglienza in base all’intesa, con lui l’assessore alle Politiche Sociali Mara Maretti, i consiglieri Paride Paci e Silvio Di Primio ed Edoardo Raimondi, il presidente dell’Arci Abruzzo Antonio Tiberio e Daniele Licheri che per Arci ha seguito gli arrivi.

“Si tratta di un’attività umanitaria che è importante per la nostra Amministrazione, poiché risponde a due obiettivi: aumentare da un lato la capacità, di accoglienza di dialogo e integrazione dei cittadini stranieri nel territorio comunale, e attivare anche questa funzione del terzo settore – così il sindaco Diego Ferrara e l’assessore alle Politiche sociali Mara Maretti – A Chieti sarà accolta una famiglia sottratta alla guerra e a un presente difficile, una prerogativa, l’accoglienza, che appartiene da sempre alla città e che rientra fra le attività fisiologiche di una pubblica amministrazione, che grazie all’intesa con l’Arci e ai fondi destinati dallo Stato a tal fine, vivrà per un periodo in Italia. Uno speciale grazie all’associazione di protezione civile dei NOT di Chieti che ha supportato l’arrivo del nucleo in città, occupandosi dei trasferimenti”.

“Con questa iniziativa si dimostra che le persone possono arrivare in Italia e in Europa in sicurezza e legalità – così il presidente di Arci Abruzzo, Antonio Tiberio – Si tratta di una goccia nel mare della crisi afghana, una crisi ormai dimenticata, ma che chiama in causa l’Italia, al fine di dare anche al popolo afghano la protezione e l’accoglienza possibile perché non diventino preda dei trafficanti. Questi arrivi realizzano una filiera istituzionale importante che ha una finalità di valore, dare supporto e accoglienza a migliaia di persone che rischiano ogni giorno la propria vita”.

“L’incontro di oggi è stato importante: non è un fatto formale ma sostanziale, l’accoglienza si costruisce insieme agli enti di prossimità come i Comuni e non può basarsi solo sulla solidarietà dei singoli o delle associazioni perché non basta e perché non è socialmente sostenibile – il commento di Daniele Licheri per Arci – Per questo il segnale di oggi è importante e ringrazio sia il sindaco Ferrara che l’assessora Maretti, sono convinto che si potrà fare un ottimo lavoro insieme”.