Fina: “Ricordare sempre Marcinelle”

Fina: “Ricordare sempre Marcinelle”

“Ricordare oggi il disastro di Marcinelle ha un valore che va oltre la tragedia che ha segnato la storia della nostra emigrazione. Riguarda direttamente, e nel profondo, l’Abruzzo”: lo dichiara Michele Fina, segretario del Partito Democratico regionale.

Fina sottolinea che “l’Abruzzo è, in proporzione, tra le regioni che più hanno contribuito all’emigrazione italiana nel mondo, di cui la tragedia di Marcinelle, dove gli abruzzesi pagarono un alto tributo di vittime, rappresenta la durezza e il sacrificio. Marcinelle in Abruzzo deve essere più che mai presente: nel rispetto di chi è emigrato senza mai dimenticare da dove veniva, nell’impegno per la sicurezza del lavoro, per lo sviluppo di una terra che troppo spesso ancora oggi costringe migliaia di ragazze e ragazzi a realizzare altrove progetti di vita”.

Paolucci su riapertura filovia e Grotta del Cavallone: “Finanziato dalla Giunta di centrosinistra per lo sviluppo delle aree interne”

Paolucci su riapertura filovia e Grotta del Cavallone: “Finanziato dalla Giunta di centrosinistra per lo sviluppo delle aree interne”

“Era una ferita al cuore la chiusura delle Grotte dovuta all’inagibilità della cestovia, che ora grazie all’impegno degli amministratori locali, a cui vanno i miei ringraziamenti e complimenti Gian Paolo Rosato  Sindaco di Taranta Peligna e Tiziana Di Renzo Sindaco di Lama dei Peligni e al finanziamento della nostra Giunta regionale di centrosinistra finalmente è tornata a funzionare, permettendo la riapertura delle Grotte”, così il capogruppo Pd Silvio Paolucci che nel 2017 propose il recupero da assessore regionale al Bilancio.

“Un passo importante a favore delle aree interne e a favore di un turismo esperienziale su cui l’Abruzzo deve puntare con decisione, da questo nacque quel contributo e altre scelte importanti – ricorda Paolucci – Fondamentale a tal fine è stata anche la statalizzazione della Ss 84 passata prima alla Provincia di Chieti e, grazie al nostro intervento, ripassata di competenza all’Anas, affinché fossero sempre garantite manutenzione e sicurezza di un’arteria così fondamentale per la Regione. Così com’è accaduto nel passato, è nostra intenzione continuare a investire nel territorio e a favore delle aree interne, per cui, oltre all’impianto a fune, alla Statale e alla Città delle grotte, avevamo realizzato il potenziamento della rete dell’emergenza e del 118, che il centrodestra al governo della Regione ha tagliato e mortificato, andando in una direzione radicalmente diversa da quella che avevamo impresso nella precedente consiliatura e, soprattutto, spogliando quei territori di servizi essenziali per la popolazione e per lo sviluppo delle aree interne”.

Pepe: “Sul Porto di Giulianova nessuna risposta da parte della Giunta Marsilio”

Pepe: “Sul Porto di Giulianova nessuna risposta da parte della Giunta Marsilio”

“Nel corso dell’ultimo Consiglio regionale è stata discussa l’Interpellanza, a mia firma, sui lavori riguardanti il Porto di Giulianova. Da mesi sostengo, con preoccupazione, il bisogno di mettere ordine in questa complessa vicenda per non correre il rischio di perdere i fondi europei (FEAMP) intercettati per la realizzazione di buona parte dei progetti previsti proprio sul Porto giuliese” spiega il Vicecapogruppo regionale del Partito Democratico, Dino Pepe.

“Scopo del documento presentato era quello di fare chiarezza su alcuni aspetti fondamentali relativi a cinque punti specifici e cioè: entro quanto tempo e con quale dettagliato crono-programma, verranno attuati e conclusi gli interventi che consentono di migliorare le condizioni di lavoro dei pescatori e di garantire, più in generale, la sicurezza del porto stesso; come il Governo regionale intende dare impulso ai lavori anche al fine di recuperare il ritardo accumulato e rispettare i tempi di rendicontazione; come, nella ipotesi di istallazione di meno torri faro rispetto alle previste, verrebbe garantita la conformità del progetto e la necessaria illuminazione del porto; quale è lo stato dell’arte circa il completamento della “diga esterna Nord”, di circa 112 metri lineari, come da Piano Regolatore Portuale (Prp), per il quale è stato più volte annunciato un finanziamento di 2milioni di Euro ed, in ultimo, quali ulteriori iniziative volte al miglioramento, compreso il problema dell’insabbiamento, del Porto la Regione intende assumere e con quali risorse” prosegue Dino Pepe.

“La risposta, affidata al Sottosegretario D’Annuntiis, è stata come sempre insufficiente e inadeguata. Abbiamo assistito ad un intervento farcito di arroganza, assolutamente fuori tema e tipico di chi anziché studiare ‘le carte’ pensa di risolvere la questione con attacchi scomposti ai precedenti governi regionali. Una grave mancanza di rispetto verso tutti quegli operatori del mare che nel Porto di Giulianova lavorano ogni giorno. Ricordo, infatti, che questi lavori partono dalla esigenza di migliorare le condizioni di lavoro dei pescatori e per garantire, più in generale, la sicurezza del porto stesso e ovviamente incidono sull’aspetto dell’offerta turistica dell’itera costa teramana” conclude Pepe.

Accoglienza profughi Ucraina, Di Pasquale: “La Regione viola le convenzioni e i principi contrattuali, Marsilio faccia il governatore e si assuma le sue responsabilità”

Accoglienza profughi Ucraina, Di Pasquale: “La Regione viola le convenzioni e i principi contrattuali, Marsilio faccia il governatore e si assuma le sue responsabilità”

“Gli operatori economici che ospitano i profughi ucraini si sono fidati e ora rischiano la bancarotta per colpa di una Regione che non mantiene le promesse, viola le convenzioni e i principi contrattuali. Questo è il punto. Se il presidente Marsilio non intendeva assumere impegni e ora si dice addirittura ‘stanco di anticipare somme per conto dello Stato’ doveva politicamente decidere di non ospitare profughi e rimanere indifferente davanti gli orrori della guerra”: lo dichiara Manola Di Pasquale, presidente del Partito Democratico abruzzese, in replica al presidente della Regione Marco Marsilio.

Di Pasquale prosegue: “Marsilio dimentica, per convenienza o per ignoranza, che l’impegno di pagare entro 30 giorni le fatture degli operatori economici è stato assunto dalla Regione Abruzzo firmando apposite convenzioni in virtù di un bando fatto dalla Regione, e non dal Governo. Marsilio evidentemente non conosce il principio contrattuale dell’affidamento e della buona fede. C’è chi rischia la bancarotta, lo si riesce a comprendere o preferiamo fare finta di niente, come sempre? Chi deve pagare è la Regione: basterebbe leggere gli atti, e se poi mancano le rimesse da parte dello Stato è onere politico ed amministrativo che spetta alla Regione quello attivarsi con il Governo ed i ministri ma nel frattempo, ribadisco, bisogna pagare”.

La presidente del Pd Abruzzo sottolinea che “non si può scaricare sugli operatori che ormai aspettano il pagamento delle fatture da oltre tre mesi. È ora che Marsilio inizi a fare il governatore, tuteli gli operatori della sua regione e finisca di fare il capo politico di Fratelli D’Italia. Si assuma le sue responsabilità da presidente”.

Città Sant’Angelo, Pd – SI: “CHI HA PROMOSSO IL BIODIGESTORE È STATA L’AMMINISTRAZIONE PERAZZETTI, NON L’AMMINISTRAZIONE FLORINDI”

Città Sant’Angelo, Pd – SI: “CHI HA PROMOSSO IL BIODIGESTORE È STATA L’AMMINISTRAZIONE PERAZZETTI, NON L’AMMINISTRAZIONE FLORINDI”

Quel che resta dell’Amministrazione Perazzetti, non contenta della magra figura in Consiglio Comunale, è convinta (però a torto) di poter “rigirare la frittata” senza troppe difficoltà, svestendo i panni di Amministrazione e trasformandosi in opposizione delle opposizioni, imponendo una rilettura personalistica dei fatti, spacciandola per buona e offrendo una ricostruzione postuma confusa e contraddittoria che fa rabbrividire.

Ad emendare la risoluzione delle opposizioni che si proponevano di bloccare la procedura per la realizzazione del biodigestore a Piano di Sacco, a favore di una rivalutazione a livello provinciale della migliore localizzazione nell’area metropolitana (come previsto realmente dal progetto di fusione), è stata l’assessore alle partecipate Rapagnetta, che di fatto ha stravolto e svuotato di contenuto l’iniziativa dell’opposizione, andando a deliberare qualcosa che è già previsto dalla legge.

Inoltre, non essendo stata in grado di esprimere una propria posizione sul biodigestore, ha scaricato la responsabilità sull’Amministrazione Florindi, proponendo una ricostruzione del tutto errata e fuori da ogni norma.

Ecco come stanno realmente le cose:

Il 30/11/2017 l’Amministrazione Florindi delibera l’approvazione del nuovo statuto di Ambiente e la presa d’atto del documento di lavoro (ottobre 2017) – cfr stralcio.

A pagina 19 del detto documento (acquisito presso gli uffici comunali, quello effettivamente richiamato nel progetto di fusione e non quello menzionato dall’Assessore Rapagnetta) quanto all’ipotesi di un impianto di digestione anaerobica, in valutazione, da realizzare all’interno dell’area metropolitana di Ambiente si parla non di Piano di Sacco, come impropriamente riferito nel corso del Consiglio Comunale dall’assessore Rapagnetta, bensì di Colle Cese; si ipotizza nel documento anche il potenziale previsto dell’impianto di  30.000 t/anno di FORSU + 5.000 t/anno di frazione verde (non quello che si propone attualmente).

Il 07/06/2018 il Consiglio comunale, richiamate sempre le medesime valutazioni strategiche, quelle di ottobre 2017 non il documento letto impropriamente dalla Rapagnetta, approva il progetto di fusione, che si pone l’obiettivo strategico di promuove, all’interno dell’ATO per la gestione integrata dei rifiuti e nello specifico dei sub ambiti provinciali, processi di riorganizzazione aziendale per favorire il risparmio dei costi e incremento dell’efficienza a favore delle collettività servite.

È tutto scritto e documentato. Lo stesso Ex Sindaco Florindi e tutta la passata Amministrazione (Patrizia Longoverde compresa, attuale Consigliera di opposizione) presero posizione e spiegarono i progetti su Piano di Sacco.

Carta canta, sì, ma non le parole che vorrebbe far passare la Rapagnetta, che, per niente capace del gioco delle tre carte, rivendica una chiarezza e coerenza che evidentemente non è riuscita a trasmettere.

Ci dicesse lei che ora amministra e lo fa da oltre tre anni se è favorevole o meno alla localizzazione a Piano di Sacco del biodigestore anaerobico; se è d’accordo con il metodo che è stato seguito per quella localizzazione; perché è di questo che si discute, è questo che abbiamo contestato.

Se proprio vuole, l’ex Assessore Ing. Ambientale che ha un nome e cognome cioè Alice Fabbiani, potrebbe aiutarla a ricostruire il passato, chiamando anche ex Amministratori.

E se proprio ha voglia di dissertare sui social, se le avanza del tempo, può anche spiegarci le ragioni della lievitazione dei costi di gestione di Ambiente degli ultimi anni, dello squilibrio economico del cantiere di Città Sant’Angelo, del motivo per cui sono stati trasferiti dopo tanti tentennamenti dei dipendenti a Pescara, perché hanno deciso di rafforzare il peso di Pescara all’interno del Cda appoggiando la modifica statutaria, del preavviso di rigetto pervenuto dall’Anac a Ambiente. Amministrare significa anche scegliere e non nascondersi dietro a pareri e finte responsabilità passate.

 

 

Per il Gruppo consiliare “Insieme per Città Sant’Angelo – Partito Democratico”:

Antonio Melchiorre

Patrizia Longoverde

Mauro Patrizii

Catia Ciavattella

 

Per “Sinistra Italiana – Circolo “Fernando Fabbiani”:

Alice Fabbiani