Pepe: “Torri – faro entro settembre, un primo passo in avanti sul Porto di Giulianova”

Pepe: “Torri – faro entro settembre, un primo passo in avanti sul Porto di Giulianova”

“Apprendo con soddisfazione dalla stampa e dalle dichiarazioni del Presidente dell’Arap, che entro settembre il Porto di Giulianova tornerà alla normalità con il completamento dei lavori riguardanti le torri-faro. È un primo passo positivo che ho più volte sollecitato nei miei tanti interventi sul Porto giuliese” dichiara il Vicecapogruppo regionale del Partito Democratico, Dino Pepe.

“Restano gravi criticità, tra tutte il completamento dei lavori infrastrutturali e il problema dell’insabbiamento che rappresenta un costante pericolo e ostacolo per le barche in entrata e in uscita dal porto. Spero che il mio intervento possa sollecitare la Giunta regionale, anche in questo caso, e portare ad una soluzione nel più breve tempo possibile” conclude Dino Pepe.

Chieti, il Sindaco su Geriatria: “Ennesimo colpo alla sanità teatina”

Chieti, il Sindaco su Geriatria: “Ennesimo colpo alla sanità teatina”

“Vengo a conoscenza solo a mezzo stampa dell’ennesimo colpo alla sanità teatina, con l’ipotizzata chiusura del reparto di Geriatria, dettata, si legge, dalla carenza di personale medico sul Pronto Soccorso. Da sindaco e presidente del Comitato ristretto della Asl, ma anche da medico, tale scelta mi preoccupa e mi lascia senza parole: il personale che serve al Pronto soccorso lo si toglie altrove, dunque si continua a usare una coperta troppo corta, anziché cambiare coperta. Chieti aspetta investimenti almeno da tre anni e invece ci troviamo di fronte a un nuovo e, peraltro, imprevisto taglio, ignorato da tutti, tranne che dai vertici, che anziché risolvere il problema con assunzioni e strategie, passa la scure”, duro il commento del sindaco Diego Ferrara sull’annunciata chiusura del reparto di Geriatria.

“E tutto questo avviene in un momento che dovrebbe essere di ripresa, perché post pandemia e, soprattutto, dopo aver perso i finanziamenti per un nuovo ospedale, dopo la scomparsa dall’agenda delle priorità della riqualificazione milionaria annunciata mesi fa, nonché dopo un progressivo impoverimento del nostro ospedale che sta mettendo in difficoltà servizi, prestazioni, ma anche la professionalità di quanti ogni giorno lo animano con le proprie competenze, parlo di medici e personale sanitario. Non credo che la sanità teatina abbia attraversato un momento più brutto di questo: liste d’attesa chilometriche, prevenzione a data da destinarsi, costi imponenti, questa la situazione dopo il covid, tanto che migliaia di pazienti vanno altrove, o vengono indirizzati altrove per curarsi o verificare anche patologie importanti, come quelle oncologiche. Il perché accada tutto ciò non ci è noto, come credo non fosse nota al Rettore la decisione di chiudere Geriatria, decisa dal manager senza informare chi ogni giorno lavora con una fascia di pazienti fra le più vulnerabili o, almeno, condividere l’ipotesi con gli organismi che avrebbero potuto aiutare a trovare una soluzione diversa, come il Comitato ristretto, l’Università, le parti sociali. Tutto questo non può continuare ad accadere, di certo la situazione di cui veniamo a conoscenza arricchisce il piatto dei temi che verranno trattati nel Consiglio comunale straordinario sulla sanità di lunedì, ma siamo disposti ad andare anche oltre per ottenere risultati che non siano l’impoverimento e i tagli su un presidio storicizzato e di riferimento per il territorio, bensì finalmente il rilancio che Chieti merita e che merita la comunità di utenti a cui va garantito anche qui la possibilità di cura e di prevenzione, in sostanza un diritto pieno alla salute”.

Dichiarazioni Marsilio su giudici, Fina: “Incidente istituzionale, si scusi e rispetti le inchieste”

Dichiarazioni Marsilio su giudici, Fina: “Incidente istituzionale, si scusi e rispetti le inchieste”

“È sempre controproducente e tendenzialmente inopportuno ingaggiare sterili polemiche politiche su delicate vicende giudiziarie. Ma le parole pronunciate ieri da Marsilio sono fuori dalla grazia di Dio”: lo dichiara Michele Fina, segretario del Partito Democratico abruzzese.

Fina prosegue: “È davvero difficile collocarle e commentarle. Al netto della naturale indignazione dell’ANM Abruzzo, non capiamo come sia possibile che un Presidente di Regione possa dimenticare il fondamentale principio di separazione dei poteri. Evidentemente l’eccessiva frequentazione di Giorgia Meloni con leader illiberali sta producendo un pericoloso scivolamento anche nelle posture istituzionali dei suoi luogotenenti. Marsilio esprime giudizi sommari su una complessa inchiesta, si improvvisa avvocato difensore (tra l’altro facendo presumibilmente molto danno agli indagati che pensa di proteggere), giudica il suicida Trotta senza nemmeno riguardo umano, dice agli inquirenti come dovrebbero fare il loro lavoro e ai giudici chi dovrebbero rinviare a giudizio, straparla di un ‘catorcio’. Insomma in un solo colpo Marsilio fa l’inquirente, l’avvocato, il giudice e il comico. Fa tutto tranne che il Presidente di Regione; evidentemente la nostra terra non ha grandi problemi da affrontare. In tutto questo è triste ricordare che, quando Marsilio parla di Sabatino Trotta, parla di una persona candidata per il suo partito nelle ultime elezioni regionali. Suggeriamo al Presidente della Regione di scusarsi e tornare al suo lavoro, evitando incidenti istituzionali e rispettando le inchieste, fermandosi semmai all’appello a tutti affinché si difendano nel processo e non dal processo”. 

Paolucci su Fucino: “Interpellanza sui fondi e sulle risorse per completare la rete irrigua”

Paolucci su Fucino: “Interpellanza sui fondi e sulle risorse per completare la rete irrigua”

“Abbiamo lasciato in eredità all’attuale amministrazione regionale 50 milioni di euro per la realizzazione del progetto stralcio per la realizzazione dell’impianto irriguo fucense. A distanza di oltre 40 mesi dall’insediamento, le risorse si sono ridotte a soli 3,5 milioni, per mano della Giunta regionale che nel 2020 ha definanziato il 93% dell’opera, non ci risultano né investimenti, né un reimpiego dei fondi, nonostante i finanziamenti arrivati da parte governativa e attraverso il PNRR, la Regione deve alla comunità una risposta chiara”, così il capogruppo Pd Silvio Paolucci che ha depositato un’interpellanza che approderà al Consiglio regionale del prossimo 5 luglio, chiedendo chiarezza e risposte.

“Nel corso di questi mesi sono stati moltissimi gli annunci e le promesse da parte della maggioranza e dei membri dell’esecutivo, da quelle del Vicepresidente Imprudente che, nel maggio 2020, prima di definanziare l’opera con una Delibera di Giunta regionale, dichiarava: “I soldi dell’impianto irriguo del Fucino non si toccano”; pochi mesi dopo la Segreteria del Governatore Marsilio rassicurava: “le risorse stanziate per il Fucino, insieme ad altre saranno posticipate di otto mesi”; nell’attesa qualcuno ha persino ipotizzato che i soldi fossero “serviti allo Stato per pagare la cassa integrazione”. Nulla di tutto ciò, ovviamente, è vero – incalza Paolucci – Le risorse dell’impianto irriguo del Fucino le ha utilizzate la Regione per finanziare altre cose, anche alcune squadre di calcio professionistico ed Enti territoriali. Ad oggi ci preme non solo smascherare le bugie dette, ma capire quando verranno restituiti i fondi, poiché le prime anticipazioni sul ciclo di programmazione dei fondi Europei 2021/2027 da parte del Governo centrale sono state assegnate all’Abruzzo per un importo di 123 milioni di euro e neanche un centesimo è stato restituito al Fucino e al suo impianto irriguo. Così come ancora nessun euro proveniente dalla vendita del Covalpa è stato iscritto in Bilancio per la Marsica e per le strade fucensi. Vero è che, dei 221 interventi finanziati dal Decreto Carfagna, solo 3 sono progetti recuperati dalle opere definanziate con la Delibera di giunta 416/2020 e tra questi non rientra sicuramente l’intervento per la realizzazione della rete irrigua a pressione della intera Piana del Fucino.

L’unica cosa certa è che dei 50 milioni che la giunta di centrosinistra aveva stanziato con il Masterplan, ne restano oggi solo 3,5 per la progettazione definitiva-esecutiva, che però dovrà fare i conti con l’aumento dei prezzi delle materie prime nel settore edile e, con molta probabilità, con l’attualizzazione dei costi dell’intero progetto per colpa dei ritardi accumulati da questa Giunta lenta, che ha anche voluto stravolgere il precedente indirizzo progettuale. Ma la cosa più grave è che a distanza di 40 mesi, nonostante l’opportunità irripetibile del PNRR che ha dedicato sul tema un totale di 15,37 miliardi di euro, con i primi bandi già espletati e assegnati a tutte le Regioni italiane, l’Abruzzo non è riuscito nemmeno ad attrarre nuovi fondi che serviranno a realizzare il progetto complessivo che ha un valore di oltre 200 milioni. A distanza di 40 mesi, non abbiamo nulla di concreto per il territorio, a parte promesse e propaganda”.

Legge regionale forestazione, allarme del Centro Sinistra: “la Lega vuole scardinare principi di tutela dei boschi abruzzesi”

Legge regionale forestazione, allarme del Centro Sinistra: “la Lega vuole scardinare principi di tutela dei boschi abruzzesi”

Un secco “no” arriva dai gruppi del Centro Sinistra in Regione al progetto di legge, in discussione in commissione agricoltura, che, secondo il Consigliere Dino Pepe, potrebbe “scardinare i principi fondamentali della tutela dei boschi abruzzesi. La proposta è irricevibile e per questa ragione abbiamo messo in atto, insieme alla Consigliera Marianna Scoccia, un ostruzionismo per impedirne l’ approvazione. Pur condividendo la necessità di prevedere dei correttivi, alla legge in vigore, in termini di semplificazione dei processi amministrativi e di adeguamento alle disposizioni contenute nel Testo Unico nazionale sulle Foreste e Filiere Forestali (Tuff) non possiamo consentire uno stravolgimento dei cardini della salvaguardia del patrimonio boschivo abruzzese. Se realmente si vuole dare impulso alla attività forestale bisogna dare piena esecuzione alla legge 3 del 2014 partendo dalla approvazione, in giunta, del regolamento attuativo, stabilendo procedure chiare per gli enti locali e per le aziende. Bisogna generare, al contempo, reddito ed occupazione, lotta allo spopolamento delle aree interne, tutela ambientale e lotta agli incendi boschivi e al dissesto idrogeologico. Inoltre, la Regione, dovrebbe garantire e promuovere il principio costituzionale della sussidiarietà e non far gravare sui Comuni le responsabilità delle autorizzazioni senza prevedere, tra l’altro, un congruo trasferimento di risorse economiche. Questa proposta palesa inoltre” continua Pepe “una sfilacciatura tra giunta e consiglio e una divisione all’interno della maggioranza e nel gruppo stesso della Lega , generando un conflitto tra quest’ultimo e l’assessore Emanuela Imprudente. Come Partito Democratico e come gruppi di centrosinistra chiediamo, già nella seduta di commissione di domani, un rinvio della discussione e l’istituzione di un tavolo tecnico e politico, allargato a tutti i soggetti interessati, che abbia l’obiettivo di elaborare una nuova proposta che contenga il recepimento dei decreti attuativi del Tuff con un allineamento delle norme stesse ed interventi mirati tesi alla semplificazione amministrativa. Alla giunta chiediamo, invece, di provvedere dell’immediato all’approvazione del regolamento che, indubbiamente, darebbe un grande contributo in termini di facilitazione dei procedimenti e di attuazione della legge regionale. Queste” ha concluso Pepe “sono le nostre proposte che rimettiamo alla maggioranza e per le quali siamo disponibili a rinunciare all’ostruzionismo. Il settore forestale ha tutte le caratteristiche per essere volano di sviluppo economico e sociale oltre che di tutela ambientale e su questi principi intendiamo confrontarci”.