Ci avevamo visto giusto, e i fatti lo hanno dimostrato. La pubblicazione sul sito dell’ente degli avvisi esplorativi per l’alienazione di tutto il patrimonio immobiliare camerale ubicato nella città di Pescara attesta come le nostre denunce fossero corrette e fondate su informazioni veritiere.

La Camera di Commercio si prepara dunque a vendere i propri gioielli di famiglia: sia il palazzo storico in via Conte di Ruvo che il Pala Becci, sebbene almeno per quest’ultimo il presidente Strever avesse fornito rassicurazioni a mezzo stampa. Un vero e proprio schiaffo per la città di Pescara, a cui continueremo ad opporci strenuamente sperando in un ripensamento da parte della nuova governance camerale appena eletta.

La vendita, almeno stando a quanto fa sapere l’ente, troverebbe giustificazione nel piano di razionalizzazione imposto dalla legge. Una vicenda su cui vogliamo vederci chiaro. Intendiamo infatti interpellare con una lettera sia il Ministero dello Sviluppo Economico che i Revisori dei Conti – cui compete da statuto il controllo delle azioni e dei bilanci dell’ente – in merito alla correttezza delle procedure assunte dalla Camera di Commercio, al fine di avere delucidazioni sulla relazione degli ispettori ministeriali e appurare quale sia la soluzione più adeguata, se quella adottata dall’ente oppure quella che andiamo sostenendo da tempo, ovvero la vendita non degli immobili ubicati a Pescara bensì dei padiglioni del Foro Boario a Chieti Scalo. Una struttura, ricordiamo, al momento inagibile, per cui incomprensibilmente verranno impiegate molte risorse per la messa a norma, mentre sarebbe senz’altro più sensato preservare la sede di via Conte di Ruvo e il Pala Becci, di fatto l’unica area fieristica pubblica presente in città.

 

 

Il Consigliere Regionale PD
Antonio Blasioli