Avremmo voluto replicare oggi all’assessore orgoglioso giardiniere per ribadire, e lo facciamo comunque, che i volontari veri non hanno secondi fini (tipo creare una lista elettorale unitamente alle ditte anch’esse volontarie si intende), e non vantano un passato di portaborse al seguito del “politico” artefice di ogni fatto e misfatto, compresa la sua nomina ad assessore (prima ancora a presidente del Consorzio di Bonifica oggi guarda caso commissariato), e quella dell’avv. Di Loreto alla Saca.  E si perché a quanto pare queste due nomine potrebbero essere foriere di guai seri per tutto il territorio privando la società partecipata dell’unica commessa grazie alla quale esiste e lavora. Oggi, dopo le novità relative proprio alla Saca, e cioè la possibilità che perda l’affidamento del servizio dell’acqua, con le immaginabili  conseguenze circa l’indotto economico sul territorio e dipendenti, scopriamo che l’assessore orgoglioso giardiniere, ben lungi dall’essere improvvisamente spinto da francescana ispirazione, è colui che intenta una causa per differenze economiche e mansioni superiori all’Ente per cui lavora. E che guarda caso le sue pretese di essere nominato Quadro trovano, da parte dell’avv. Di Loreto, suo collega in quanto a sua volta già portaborse del “politico” di cui sopra nonché anche collega dello stesso studio di quest’ultimo, accoglimento. Il resto è spiegato nell’articolo de “Il Germe”: l’ERSI, ente che controlla per legge una società costituita con capitale pubblico, poiché è stata citata per un contenzioso intentato da SACA a difesa delle pretese dell’assessore orgoglioso giardiniere meglio Quadro, potrebbe toglierle l’affidamento, chiudendo così i battenti alla società, ai suoi dipendenti e a tutto il territorio. Vede assessore orgoglioso giardiniere ma meglio Quadro, oggi avrà un bel da fare a rispondere a questa notizia e ad istruire i suoi “volontari” per come reagire attraverso i social.  Noi ci limiteremo a seguire e ad osservare, sebbene con viva preoccupazione, convinti come siamo che tutto il territorio, senza alcuna distinzione neppure di parte politica, è stufo di una gestione della cosa pubblica che volta a contemplare esclusivamente gli interessi degli amici e degli amici degli amici, danneggiando senza ritegno tutta la comunità peligna. 


Il Circolo PD di Sulmona