E’ un gravissimo e triste fallimento la non riapertura – oggi – dei cantieri della ricostruzione: le imprese restano ferme e gli operai in cassa integrazione per i ritardi di Regione, ASL e Comune dell’Aquila.

Per la salute collettiva per primi abbiamo chiesto di sospendere i lavori quando l’epidemia stava esplodendo, mentre la Giunta comunale e regionale (diversamente da altri Comuni e Regioni) hanno atteso giorni scaricando la scelta sul Governo. Ora, con l’avvio della Fase2 abbiamo chiesto come priorità assoluta la disponibilità di mascherine, tamponi e test sierologici, con adeguato rafforzamento dei Laboratori d’analisi, per garantire la riapertura di alcune attività in assoluta sicurezza.

E invece, mentre a Pescara si spendono 11 milioni di euro per il Covid Hospital e per un macchinario per processare 2.400 tamponi al giorno, qui da noi non si riesce a stanziare una cifra minima per la sicurezza dei lavoratori. Anche a L’Aquila e nel cratere, come a Pescara, è necessario avere strumentazioni e personale per fare 2.400 tamponi al giorno nella struttura pubblica, per i lavoratori della Sanità e degli altri comparti, e per gli operai della ricostruzione che vanno monitorati costantemente.

Così oggi scopriamo con rabbia che L’Aquila non è pronta: tra inaugurazioni e promesse di costruzione di strutture già esistenti, distribuzioni di mascherine donate e qualche pacco di ferratelle, tra sprechi di danaro con campagne pubblicitarie e consulenze esterne, non c’è stato tempo di preparare la ripresa.

È un fallimento il contrasto tra la boria di chi ha sempre la verità in tasca e l’accorato sfogo del presidente Cicchetti e delle altre categorie produttive.

Oggi ripartono i cantieri in tutta Italia, ma non a L’Aquila. Perché? Perché manca un Piano Operativo della Regione in grado di programmare le risorse nazionali per la prevenzione e l’emergenza sanitaria. E perché, a  tre giorni dalla riapertura, l’ordinanza del Comune aggiunge imposizioni e confusione. Molti consiglieri – anche di maggioranza – hanno cercato di correggere il tiro. Ma il Sindaco se la prende con le imprese su materie non di loro competenza, invece di incalzare Regione e Asl a cui spetta la prevenzione

La Regione, insieme ai sindaci dei due crateri, con le risorse del Governo per l’emergenza Covid-19, doveva per tempo organizzare la campagna di tamponi e test: cosi avrebbe salvaguardato la salute di lavoratori e cittadini, non avrebbe fatto perdere tempo alle imprese e non avrebbe ritardato la ripresa della ricostruzione.

Va recuperato il tempo perduto e raggiunto uno standard di sicurezza elevato.

Si riparta con il Tavolo della Ricostruzione della Regione – che Lolli convocava spesso e che ora sembra abolito – che ci ha permesso di superare insieme tanti ostacoli. Azzeriamo queste ordinanze, riuniamo il Tavolo ed elaboriamo con le parti sociali un “Protocollo attivo di responsabilità” per la riapertura dei cantieri e la sicurezza di lavoratori e cittadini. Per affrontare un’emergenza così grave, servono umiltà, ascolto, capacità di confronto e condivisione.

 

                                    Pierpaolo Pietrucci, consigliere regionale

Stefania Pezzopane, deputata

Stefano Palumbo, capogruppo PD Aq

Stefano Albano, consigliere comunale PD Aq

            Emanuela Di Giovambattista, segretaria PD Aq

Carlo Benedetti, presidente PD Aq