La scia di devastazione umana, sociale ed economica che questa pandemìa si sta portando dietro incide su questo nostro territorio, già di per se fragile per quelle carenze strutturali tipiche delle aree interne più volte denunciate, in maniera drammatica. E morderà ancora di più se, in vista di una auspicabile sollecita riapertura, dopo la chiusura di questi giorni, non ci faremo trovare pronti ad una ripartenza in grado di rilanciare l’economia locale.

In questo senso, i rappresentanti del Comparto turistico della Valle Peligna hanno lanciato il loro grido di allarme chiedendo aiuto alle Istituzioni per una serie di provvedimenti che ci sentiamo di appoggiare senza riserve, sollecitando chi è preposto alla cura della Cosa Pubblica a studiare soluzioni plausibili in merito, sulla scorta di quanto richiesto. Nello specifico, peraltro, si registrano difficoltà pratiche nel poter usufruire delle misure già messe in atto dal Governo, dovute essenzialmente alla molteplicità di Enti cui far riferimento. Dal Comune all’INPS, passando per le competenze di Provincia, Regione e Stato. Lo snodo del superamento delle pastoie burocratiche dovrebbe risiedere, a nostro modo di vedere, essenzialmente nella Regione, cui si potrebbe chiedere una maggiore iniziativa sulla scorta di quanto già fanno altri Governatori, soprattutto del Nord. Per cui, se emblematico è ciò che avviene per il prestito totalmente garantito dallo Stato per un massimo di 25.000,00€ che, per una sorta di eterogenesi dei fini (dovuta a distorsioni normative del Governo), non riesce ad essere percepito proprio da quelle aziende che più ne avrebbero bisogno -quelle marginali nella valutazione dello stato economico -, in tutti gli altri settori d’intervento a sostegno dell’economia reale, sarebbe auspicabile un superamento di tali difficoltà, con la policy di favorire quei settori produttivi che possono fungere da moltiplicatori di benefici economici.

E qui arriviamo al settore che maggiormente dovrebbe stare a cuore alla nostra comunità. Se alberghi e strutture ricettive in genere, riprenderanno ad intercettare una auspicabile domanda turistica, è più che evidente come se ne potranno giovare tutti gli altri settori collaterali. Ne consegue, a nostro parere, come un ruolo fondamentale di guida e supporto debba essere svolto in questo campo dall’Amministrazione Comunale. In particolare la dura prova a cui siamo chiamati a far fronte potrebbe offrire, per converso, opportunità che andrebbero messe a frutto tempestivamente.

Ripensare allora tutto l’assetto del Centro Storico, in funzione di una accoglienza turistica che abbia il suo fulcro nelle bellezze artistiche ed architettoniche cittadine, con al centro la valorizzazione di quel bimillenario della morte di Ovidio di cui tanto ci siamo riempiti la bocca, ma che all’atto pratico poco o nulla ha prodotto in termini di valorizzazione della città, potrebbe essere una opportunità. La Biblioteca comunale negletta in un edificio dichiarato inagibile per uso scolastico, ma che pure ospita dei locali commerciali, forse andrebbe riconsiderata, visto la sua importanza per ricchezza dei volumi custoditivi. L’allocazione della Azienda di Promozione culturale è un tema che si dibatte, ormai, da qualche anno senza che se ne veda la soluzione. Perché non studiare soluzioni innovative con lo sfruttamento dei molteplici edifici del Centro chiusi da tempo, quali ad esempio quello dell’ex CARISPAQ? Così per i molti locali che ormai si ha difficoltà a locare (e sarà sempre peggio), perché non studiare un utilizzo che sia teso ad un vero rilancio di questa città e del comprensorio? Utilizzare, cioè il patrimonio immobiliare del Comune quale ideale contenitore delle eccellenze peligne. “SULMONA VETRINA DEL TERRITORIO” secondo uno slogan di qualche anno fa.

Con la speranza di aver fornito qualche spunto di riflessione a chi avrà il gravoso compito di rimetter in moto la macchina socio-economico di questa realtà territoriale ed in particolare del comparto turistico, un’ultima proposta: quella di dar vita ad una COMMISSIONE MISTA con gli operatori del settore per vagliare le soluzioni possibili e realizzare quelle più efficaci, trasformando l’immane dramma che stiamo vivendo in nuova opportunità.

 

Il circolo Pd di Sulmona