“Le mobilitazioni, gli scioperi e le piazze piene di queste ore e di queste settimane trasmettono un messaggio chiaro e inequivocabile a tutte le forze politiche e alla maggioranza che governa il Paese: c’è un profondo malessere sociale ed economico che attraversa l’Italia e che Giorgia Meloni continua a ignorare, asserragliata nei palazzi del potere. Il Governo ha il dovere di ascoltare l’inquietudine reale delle lavoratrici e dei lavoratori, delle famiglie colpite dal carovita, dei pensionati e soprattutto delle giovani generazioni. La condizione materiale di milioni di cittadini è radicalmente peggiorata rispetto a quattro anni fa, e la risposta dell’esecutivo è un silenzio assordante coperto solo da vuota propaganda”, dichiara il segretario regionale del Partito Democratico abruzzese, Daniele Marinelli, commentando le proteste e gli scioperi che stanno interessando l’intero territorio nazionale.
“Di fronte all’inflazione che divora gli stipendi, a un potere d’acquisto ai minimi termini e a salari tra i più bassi d’Europa, la legge di bilancio messa a punto dal Governo si rivela per ciò che è: un provvedimento debolissimo, un mero esercizio contabile utile solo a piazzare qualche toppa per scavallare un momento delicato e l’orizzonte pre-elettorale, senza alcuna visione strategica – incalza Marinelli – . Invece di adottare misure efficaci, redistribuire le risorse e contrastare le disuguaglianze, si continua a fare cassa sui servizi essenziali e a proporre un fisco iniquo. La sanità pubblica viene ulteriormente definanziata e affossata, costringendo i cittadini a rinunciare alle cure o a svenarsi nel privato, mentre il diritto allo studio e all’abitare restano privi di coperture adeguate. Il grido di dolore che sale con forza dai cortei di questi giorni – conclude Marinelli – è soprattutto il grido di una generazione condannata alla precarietà perenne, a contratti pirata o all’emigrazione. I giovani chiedono dignità, salari giusti, una seria transizione ecologica e un futuro libero dall’angoscia e dalle guerre.
E mentre noi proponiamo di aumentare al 7% del PIL il fondo sanitario nazionale, per potenziare la sanità pubblica, la destra onora la cambiale firmata a Trump e rastrella miliardi di euro per portare al 5% del PIL la spesa militare. Una svolta bellicista inaccettabile e sbagliata, che il centrosinistra al Governo del Paese rifiuterà senza ambiguità. Chi oggi fa finta di non vedere le profonde fratture sociali che attraversano l’Italia si assume una gravissima responsabilità. Serve voltare pagina, dalla propaganda al Paese reale, perché tornino al centro il lavoro sicuro e dignitoso, la giustizia sociale, la sanità universale e la scuola pubblica”.
Nota del 30 ottobre 2026


