“Se confermato, quanto accaduto a Silvi è un fatto gravissimo, ancora più intollerabile perché avvenuto all’interno di una sede istituzionale e tra persone chiamate a rappresentare i cittadini. Nessuna motivazione politica, amministrativa o personale potrà mai giustificare la violenza. Tanto meno quando a essere coinvolto è un rappresentante delle istituzioni”, così il segretario regionale del PD Daniele Marinelli con la responsabile diritti della segreteria regionale Marielisa Serone D’Alò, a commento dell’accaduto.

“Esprimiamo piena solidarietà alla vicesindaca Luciana Di Marco e l’auspicio che venga fatta immediatamente chiarezza su dinamica e responsabilità e ci sia una condanna unanime da parte di tutte le forze politiche – sottolineano gli esponenti PD – . Un Municipio dovrebbe essere il luogo del confronto, anche aspro, delle regole e della responsabilità pubblica. Non può diventare il teatro di comportamenti che mortificano la dignità delle persone e offendono l’istituzione stessa. Chi ricopre incarichi pubblici ha una responsabilità ulteriore: deve sapere che ogni comportamento assunto nell’esercizio del proprio ruolo ricade anche sulla credibilità delle istituzioni che rappresenta. La violenza, dentro o fuori dalle istituzioni, va condannata senza ambiguità. Dentro le istituzioni, ancora di più”.

Alla condanna si aggiunge la Conferenza delle Donne Democratiche Abruzzo, che esprime piena vicinanza e solidarietà alla vicesindaca di Silvi, Luciana Di Marco, per il gravissimo episodio riportato in queste ore dagli organi di stampa.
Condividiamo le parole della democratica Manola Di Pasquale e il suo richiamo a un principio che dovrebbe essere inderogabile: quando finiscono gli argomenti non possono cominciare le mani.
Saranno le autorità competenti a ricostruire quanto accaduto e ad accertare ogni responsabilità. Ma nessuna discussione, nessun conflitto politico, nessuna divergenza può mai trasformarsi in violenza, intimidazione o sopraffazione.
Una donna che discute, dissente, esercita un ruolo pubblico e difende le proprie posizioni non può essere zittita o intimidita. E quando tutto questo accade all’interno delle istituzioni, luoghi che dovrebbero essere spazio di confronto democratico e rispetto, la questione riguarda l’intera comunità.
La violenza contro le donne non è una questione privata, né può essere ridotta a una “lite” o a un momento di tensione. È un problema politico e culturale che ci riguarda tutte e tutti e che ci impone di contrastare ogni forma di prevaricazione e ogni cultura del dominio. A Luciana Di Marco va la vicinanza di tutte le Donne Democratiche Abruzzo. La violenza non è mai un argomento.