Abruzzo 27 agosto 2026 – “I dati della CGIA di Mestre collocano l’Abruzzo al 5° posto tra le regioni italiane per andamento negativo complessivo. Tra il 2015 e il 2025 persi circa 11.000 imprenditori (-28,3%). Nel solo settennio di governo del centrodestra (2019-2025) sono scomparse 3.608 imprese artigiane (-12,07%). Il PD lancia le sue proposte per il rilancio del comparto. Un crollo strutturale che colpisce uno dei settori più identitari e produttivi dell’economia abruzzese. Lo studio rappresenta in cifre e in modo inconfutabile, il fallimento della politica economica della Giunta Marsilio rispetto al mondo dell’artigianato”, a denunciarlo in una nota congiunta sono il segretario regionale del Partito Democratico abruzzese, Daniele Marinelli e il delegato alle problematiche dell’economia della segreteria regionale, Graziano Di Costanzo.

Dati preoccupanti: il 5° posto nazionale per andamento negativo complessivo, la perdita di circa 11.000 imprenditori, la conseguente flessione del -28,3%, un dato nettamente superiore alla media nazionale (che si attesta al -25,1%). Se si restringe l’analisi al solo periodo di governo della giunta di centrodestra, nel settennio 2019-2025, l’Abruzzo ha registrato una perdita di 3.608 imprese artigiane (-12,07%), più del doppio della flessione media italiana pari al -5,7%. In queste cifre si riassume il totale fallimento delle politiche regionali verso un settore strategico, le cui competenze sono peraltro esclusive della Regione a seguito della modifica del Titolo V della Costituzione.

“Non abbiamo mai gioito per un risultato economico negativo che riguarda la nostra regione, ma è nostro dovere rilevare la totale incapacità del governo regionale di trovare soluzioni per rilanciare un settore che svolge un ruolo fondamentale nelle città come attività di servizio, pensiamo al mondo del benessere o alla riparazione di beni incalzano i due esponenti PD – . La filiera della mobilità sostenibile, per fare un esempio di stringente attualità, ha assoluto bisogno di ciclofficine diffuse sul territorio in grado di garantire una manutenzione di qualità e riparazioni rapide alle biciclette utilizzate dai cittadini o dai cicloturisti. C’è poi tutta la parte dell’artigianato di produzione di beni di qualità e il settore del trasporto di beni e persone, che sta vivendo la drammatica questione degli aumenti dei carburanti. Se l’edilizia oggi resiste, è solo per le lavorazioni legate alla ricostruzione post-sisma e agli ultimi cantieri del PNRR. Questo mondo, che conta in Abruzzo oltre 25.000 imprese e più di 60.000 addetti, necessita di politiche specifiche e di una visione di sviluppo che finora è del tutto mancata. Va inoltre sottolineato un aspetto decisivo: quando si parla di intelligenza artificiale e del rischio di perdere posti di lavoro, questo non riguarderà nell’immediato quelle lavorazioni a forte contenuto di manualità e creatività. In una parola, il lavoro artigiano”.

 

La Proposta. Misure urgenti per invertire la rotta:

  • Accesso al credito e Confidi: Attivare politiche specifiche di sostegno al credito utilizzando al meglio lo strumento dei Confidi regionali.
  • Investimenti, servizi e premialità per le Aree Interne: garantire reti e politiche mirate per chi si insedia nei territori più fragili.
  • Innovazione e Tecnologie: Introdurre misure specifiche per la modernizzazione e l’uso razionale delle nuove tecnologie, comprese quelle legate all’Intelligenza Artificiale.
  • Formazione e Giovani: Promuovere interventi di formazione professionale mirati a far riavvicinare i giovani al lavoro artigiano, una professione capace di offrire ottime prospettive di reddito e realizzazione.

“Riconosciamo che nell’ultimo bando emanato dalla Regione sulla Digitalizzazione PMI (con una dotazione di 10 milioni di euro), anche sulla scorta delle nostre critiche e proposte, siano stati recepiti alcuni correttivi, ma serve una strategia d’insieme ben più solida e continuativa per salvare e far crescere l’artigianato abruzzese”, concludono.