Alla manifestazione nazionale di Roma contro il ddl Bongiorno c’era anche l’Abruzzo, con una presenza politica e civile che ha voluto affermare con nettezza un principio per noi irrinunciabile: senza consenso è sempre stupro.
Come Democratiche, abbiamo sentito il dovere di essere in piazza per ribadire che sui diritti, sulla libertà e sulla dignità delle donne non sono ammissibili arretramenti. Ogni intervento normativo che rischi di indebolire la centralità del consenso, o di riportare ancora una volta sulle donne il peso della prova e della credibilità, rappresenta un passo nella direzione sbagliata.
Eravamo presenti anche dall’Abruzzo, insieme a tante altre realtà del Paese, perché questa battaglia riguarda ogni territorio. Riguarda anche le nostre comunità, dove ogni giorno è necessario contrastare la violenza di genere non solo sul piano giudiziario, ma anche su quello culturale, sociale e politico.
In piazza c’eravamo: con Marielisa Serone D’Alò, Anna Paolini, Manola Di Pasquale, Roberta Tomasi e Benedetta Di Marzio, dentro una mobilitazione larga, consapevole e determinata. Una mobilitazione che chiede alle istituzioni serietà, responsabilità e coerenza.
Come Conferenza delle Democratiche, continueremo a sostenere tutte le iniziative utili a rafforzare la libertà e l’autodeterminazione delle donne, a difendere il valore del consenso e a contrastare ogni forma di violenza e di rivittimizzazione.
Per noi il punto resta fermo: la libertà delle donne non si ridiscute, si difende.









