“Mentre i servizi restano scadenti, le aree interne abbandonate e la qualità del trasporto pubblico peggiora ogni giorno di più, la Giunta regionale dell’Abruzzo colpisce ancora le cittadine e i cittadini: dal 1° luglio scatterà un nuovo aumento del 10% delle tariffe di tutti gli abbonamenti del trasporto pubblico locale su gomma, a seguito della delibera regionale n. 374 del 2024 che già all’epoca abbiamo duramente contestato. Come Giovani Democratici d’Abruzzo condanniamo fermamente questa scelta, che rappresenta l’ennesimo salasso dopo l’aumento dell’IRPEF causato dal disavanzo nella sanità. In una Regione che si riempie la bocca di “attrattività”, manca il “diritto alla mobilità”: nella realtà la destra continua a scaricare i costi sui cittadini”, così Saverio Gileno, Segretario regionale Giovani Democratici d’Abruzzo.
“Oltretutto, la Giunta regionale aveva già utilizzato lo scorso anno come pretesto per questo aumento il tema dell’inflazione. Ma come sostenuto all’epoca – quando avevamo chiesto la cancellazione della delibera – l’inflazione ha colpito ancora più duramente proprio i cittadini e i lavoratori. Se davvero si vuole utilizzare l’inflazione come parametro per giustificare gli aumenti tariffari, allora va anche detto che, come certifica l’Istat, a maggio 2025 l’inflazione è in decelerazione. Continuare ad aumentare i prezzi in un contesto in cui il potere d’acquisto resta fermo significa solo aggravarne l’ingiustizia sociale.
Chiediamo con forza un’inversione di rotta: continuiamo a sostenere la proposta del biglietto unico regionale, lanciata dal professor Luciano D’Amico: un sistema tariffario integrato, sostenibile nei costi, se solo le risorse regionali fossero impiegate responsabilmente, cioè a favore delle fasce più deboli, della formazione dei giovani, dell’economia locale, e non in iniziative spot e senza visione.
Chiediamo inoltre l’introduzione del trasporto pubblico gratuito per studenti delle scuole superiori e universitari, e agevolazioni reali per over 65 e under 35: non si combatte lo spopolamento lasciando le aree interne senza collegamenti e aumentando il costo del diritto alla mobilità.
A tutto questo si aggiunge una più ampia constatazione: aumentano i costi dei servizi essenziali, a partire dai trasporti, ma non aumentano i salari. Anzi, in Italia i salari reali sono tra i pochi in Europa a essere diminuiti nell’ultimo decennio. In questo contesto, misure come l’aumento dei biglietti sono socialmente ingiuste perché colpiscono giovani, studenti, lavoratori e famiglie, mostrando l’assenza di una visione complessiva su equità, giustizia sociale e sviluppo sostenibile. Visioni strategiche che, a causa della subalternità al governo nazionale di Giorgia Meloni, la Regione a guida Marsilio non può e non ha interesse a promuovere, poiché in contrasto con la linea nazionale di Fratelli d’Italia”.
26 giugno 2025


