Il Consiglio regionale straordinario convocato per domani 8 giugno, su iniziativa delle opposizioni ed in particolare del Pd, per discutere della strategia della Regione Abruzzo sul Corridoio europeo traversale rappresenta forse il momento più importante di questa legislatura.

Mai su un obiettivo strategico si era trovata un’adesione così unanime delle forze economiche e sociali della regione: 16 sigle sindacali e di categorie hanno promosso un Manifesto, che è stato sottoscritto successivamente da parlamentari, consiglieri regionali, sindaci. Il Pd lo ha firmato, insieme con gli esponenti regionali e parlamentari del M5S, ed è da sempre in sintonia con questa strategia. Ed in questa logica infatti è stato concepito anche il piano strategico della Zes, approvato dal Ministro Provenzano, che segue infatti una visione traversale dello sviluppo territoriale, rispetto alla quale l’inserimento della nostra regione nel corridoio tirreno-adriatico rappresenta il necessario completamento.

L’obiettivo è collegare i porti abruzzesi (Ortona, Vasto, Pescara) al porto di Civitavecchia per farne lo snodo di un Corridoio europeo che unisca la Penisola Iberica ai Balcani, da Barcellona a Ploce (in Croazia), fino a collegarsi con il “Ramo C” del Corridoio 5 Budapest-Kiev, che attraversando l’Italia trova il territorio ideale di transito nell’Abruzzo e nel Lazio, in una connessione est-ovest e verso il Medio Oriente. Un corridoio intermodale, che avrebbe nella portualità e nei collegamenti su ferro i propri assi strategici, che metterebbe il nostro Paese e la nostra regione al centro dei flussi economici globali e avrebbe un rilevante impatto positivo anche sulla riduzione dei livelli di emissioni inquinanti.

Tale scelta strategica, insieme con il completamento del corridoio adriatico e la velocizzazione del collegamento ferroviario fino a Brindisi, sarebbe assai importante per il futuro sviluppo delle nostre aree interne e, insieme con l’alta velocità tra Napoli e Bari, avrebbe un impatto che non è esagerato definire “epocale” per l’insieme delle aree appenniniche centro-meridionali e per l’intero Mezzogiorno.

L’Abruzzo ha bisogno di una visione strategica: se vogliamo arginare la crisi industriale in atto e invertire la tendenza, non c’è dubbio che molto dipenderà dagli investimenti infrastrutturali e l’asse tirreno-adriatico sarà il baricentro di una strategia più ampia, che dovrà andare di pari passo con altre scelte su cui vogliamo continuare a batterci come la superstrada l’Aquila – Amatrice, la Teramo-Ascoli, la fondovalle del Liri e la fondovalle Sangro.

Oggi questa strategia è già dentro il PNRR, predisposto dal Governo Conte e approvato dal Governo Draghi, in virtù di alcune scelte significative come il finanziamento dell’alta capacità ferroviaria Pescara-Roma per persone e merci, ma deve essere completata con il riconoscimento a livello europeo del collegamento strategico tra Civitavecchia ed i porti abruzzesi, all’interno del nuovo Corridoio mediterraneo. È infatti in atto il negoziato per la revisione delle Reti TEN-T, ed è decisivo che l’Abruzzo stia pienamente dentro questa partita, portando a casa il risultato.

Per questo nell’ordine del giorno proposto dall’opposizione di centrosinistra chiediamo alla Giunta regionale ad attivarsi per trasferire i porti abruzzesi dall’Autorità portuale di Ancona all’Autorità di Civitavecchia sulla base del Dlgs n.169 del 2016, dando attuazione al Protocollo d’intesa tra i Presidenti delle Regioni Abruzzo e Lazio Luciano D’Alfonso e Nicola Zingaretti. Questa scelta rafforzerebbe in modo determinante la nostra posizione negoziale nei confronti della Commissione europea. Lo chiederemo con forza nel Consiglio regionale di domani, convinti di farci interpreti dell’interesse generale e di una volontà espressa da tutte le forze economiche e sociali della nostra regione.

Andrea Catena  – Responsabile Infrastrutture PD Abruzzo

Daniele Marinelli  – Responsabile Economia e organizzazione PD Abruzzo

Silvio Paolucci – Capogruppo PD Consiglio regionale Abruzzo