Pescara 6 dicembre 2025 – “I prezzi dei biglietti per tornare in Abruzzo durante le festività hanno raggiunto livelli inaccettabili. Basti pensare al trasporto su ferro con cifre massime, in questo periodo, di: Milano – Pescara a 225 euro, Bologna – Pescara a 127 euro, Torino – Pescara 272 euro; per i voli si sono raggiunte cifre massime di: Milano – Pescara a 100 euro, Torino – Pescara 150 euro; Con un aumento medio del 100%. Queste sono cifre, aggiornate al 4 dicembre e già aumentate nel giro di poche ore, sono il segno di una dinamica speculativa che colpisce soprattutto studenti e lavoratori fuori sede, che vorrebbero semplicemente tornare a casa per Natale. Serve una mobilitazione istituzionale per sostenere i “ricongiungimenti” natalizi”, lo chiedono i Giovani Democratici che oggi si sono ndati appuntamento alla Stazione Centrale di Pescara per protestare sulla situazione. Un “picchetto” composto dal segretario regionale Saverio Gileno, il responsabile economia regionale e segretario di Nuova Pescara Emanuele Castigliego, la segretaria provinciale di Pescara Silvia Sbaraglia ed i componenti di segreteria Maria Citarella e Monaim Mouatamid, presente anche il consigliere regionale Antonio Blasioli.

“È esattamente il fenomeno denunciato nell’interrogazione parlamentare dell’onorevole Marco Sarracino, e che abbiamo portato all’attenzione dell’onorevole Luciano D’Alfonso ed è un problema che riguarda da vicino ben 58mila abruzzesi, prevalentemente giovani, che ogni anno, proprio in questo periodo, devono fare i conti con un sistema di mobilità che li penalizza e li discrimina – sottolineano i GD – . Questa emergenza non è un fulmine a ciel sereno, è il sintomo evidente di un problema molto più ampio, che riguarda l’intero sistema dei trasporti, non solo i treni, da e per l’Abruzzo e di cui la Regione può e deve farsi carico, rappresentandolo ai più alti e adeguati livelli istituzionali”.

AUTOSTRADA. L’unica alternativa a questo aumento dei prezzi é quella del veicolo privato, tuttavia penalizzato dalla critica situazione dell’A14, il corridoio che dovrebbe garantire i collegamenti fondamentali della regione, diventata una vera e propria trappola anche se il cantiere diffuso è stato rimosso per le feste senza sconti sui pedaggi per i tempi persi prima. Una delle tratte più lente d’Italia, caratterizzata da cantieri interminabili, restringimenti continui e tempi di percorrenza che rendono impossibile qualsiasi programmazione. Chi viaggia tra Pescara Nord e Ancona lo sa bene: in molte fasce orarie la situazione è di fatto paralizzata. Una criticità trasformata in emergenza dall’assenza totale di iniziative della Regione. Nessuna richiesta di sospendere i pedaggi, nessuna pressione per spostare i lavori nelle ore notturne, nessun piano straordinario per alleggerire il traffico. Il risultato è un danno enorme per pendolari, turismo, imprese e trasporto merci.

FERROVIA. Sul fronte ferroviario la situazione non è migliore: l’Abruzzo resta ai margini dell’Alta Velocità. Le fermate dei Frecciarossa sono poche e concentrate quasi esclusivamente su Pescara, mentre i collegamenti con Roma, Bologna, Milano e Torino continuano a essere insufficienti. Da anni sentiamo parlare di nuove opportunità, ma la realtà è che la nostra regione continua a rimanere fuori dai grandi corridoi strategici, mentre altrove si investe con decisione.

AEROPORTO. Per quanto riguarda il capitolo voli l’aeroporto d’Abruzzo paga una dipendenza quasi totale da Ryanair, senza una politica seria sulle rotte, senza una strategia pluriennale, con un caro-voli che colpisce soprattutto le tratte nazionali. Nel piano nazionale degli scali siamo rimasti ai margini, senza rinnovare l’offerta e senza attrarre nuovi operatori. E mentre altre regioni programmano e investono, in Abruzzo la destra cerca di fare passare per “successo” ciò che invece è una condizione di fragilità strutturale.

“La realtà, al di là della propaganda di Marsilio & co., fotografa che l’Abruzzo sta vivendo una crisi profonda della mobilità – concludono i Giovani Democratici – . La Regione continua a far finta che tutto va bene ma i cittadini lo sanno: i tempi di percorrenza sono lunghi, i biglietti da circa 200 euro, i collegamenti insufficienti e le occasioni perse. Per questo siamo convinti che serva un cambio di passo immediato: un piano regionale vero sulla mobilità integrata, investimenti concreti su ferro, gomma e aeroporto, un confronto costante con Governo e RFI per uscire dall’isolamento, più concorrenza nel trasporto aereo, una strategia seria contro la speculazione che durante le festività scarica tutto il peso sulle spalle dei fuori sede”.