“Subito 3 milioni di euro per assicurare contributi alle famiglie che hanno in carico un disabile grave o gravissimo, per garantire l’applicazione della misura della Vita Indipendente. Non si possono lasciare senza fondi soggetti che già vivono una condizione di disparità sociale, o sanitaria, né è pensabile di poter giocare alle tre carte con queste vite, promettendo di ripristinare equilibrio con una variazione di bilancio che non si sa né quando e né se ci sarà e soprattutto di cui non è oggi nota la possibile entità. Di certo è impensabile che le risorse trovate da questo esecutivo restino i soli 728.000 euro messi nero su bianco sul provvedimento, fondi sufficienti a coprire meno di un sesto del fabbisogno. Serve un impegno serio e serve subito”, così il centrosinistra annuncia l’emendamento che presenterà al prossimo Consiglio Regionale perché le poste economiche destinate alla Vita indipendente tornino ad essere ampie e capienti.

“Abbiamo visto di tutto: annunci di cose che non si sono mai verificate; indifferenza rispetto ad argomenti seri e pesanti come le morti sul lavoro, la crisi post pandemica, lo shock energetico e i rincari; non è pensabile tagliare fondi capaci di assicurare un minimo di indipendenza in più a chi non potrà mai vivere una vita pienamente paritaria per via delle  gravi disabilità che ha – così i consiglieri di PD, Legnini Presidente, Abruzzo in Comune e Gruppo Misto – Marsilio, Quaresimale e il centrodestra provino a mettersi nei panni di chi grazie a quei fondi ottiene sostegno, ma lo facciano sul serio e spieghino alle famiglie che ogni ora di ogni giorno devono sobbarcarsi i problemi che la disabilità porta con sé, perché hanno tagliato e proprio a questo settore. Un affronto, oltre che uno sbaglio, a cui bisogna porre subito rimedio ripristinando le coperture necessarie. A questo serve l’emendamento da noi presentato, che invitiamo tutta l’assise a votare: non è un problema politico, è una questione sociale e solidale, non ci si può tirare indietro senza fare un affronto immeritato e inopportuno a chi vive già condizioni così difficili”.

Sull’argomento il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci aveva dichiarato: “Tra le tante cose da non fare, per chi amministra la cosa pubblica, c’è il dovere di non illudere le persone, non discriminarle, non aggiungere danno e umiliazione a chi già vive in condizioni difficilissime. La Giunta Marsilio e l’assessore Quaresimale, purtroppo hanno raggiunto questo triste risultato gestendo in modo assurdo il programma ‘Vita indipendente’ (previsto dalla legge regionale del 23 novembre 2012 n. 57) attraverso un Bando finanziato per il 2022 con soli 728.000 €. Con queste risorse solo 1/6 delle circa 400 domande presentate dalle famiglie abruzzesi che hanno a carico un disabile grave o gravissimo – ai sensi della legge 104/92 art.3 comma 3 – riceverà i contributi richiesti. Una vera vergogna. La denuncia e la minaccia di azioni eclatanti sollevate dalla CGIL e dall’associazione ‘Carrozzine determinate’ ha costretto l’assessore ad annunciare l’incremento del fondo. Bene: le domande presentate nel 2022 necessitano di fondi per 3.596.000 €. Vorrei chiedere a Quaresimale: perché il Bando non era già dotato di una adeguata copertura finanziaria? Perché si deve ricorrere all’assestamento di Bilancio? In concreto quanto verrà stanziato ulteriormente, visto peraltro che siamo alla fine del 2022? E se poi l’intero sistema socio-sanitario riduce i servizi territoriali alle famiglie e ai cittadini, siamo sicuri che queste risorse basteranno a garantire a tutte le persone con disabilità il diritto a vivere nella società con la stessa libertà di scelta e partecipazione delle altre persone? Non capisco proprio perché si debba fare la politica con gli annunci invece di agire per tempo, perché non si governi coinvolgendo i soggetti interessati. Lo scorso anno l’assessore vantò ‘il successo del Bando’ come se fosse un vanto avere purtroppo una ampia platea di persone e famiglie bisognose. Una vera strategia di inclusione dovrebbe governare trasversalmente tutte le scelte politiche pubbliche: quelle urbanistiche, di welfare, del lavoro e della formazione, della fiscalità. Almeno di fronte a iniziative specifiche, si facciano meno parole e si garantiscano i diritti dei più fragili”.