Velocizzazione ferrovia, vertice in Regione. I sindaci di Chieti e Manoppello: “La nostra variante ha una speranza, al lavoro per realizzare casse di espansione per ridurre il rischio di esondazione”

Velocizzazione ferrovia, vertice in Regione. I sindaci di Chieti e Manoppello: “La nostra variante ha una speranza, al lavoro per realizzare casse di espansione per ridurre il rischio di esondazione”

“Usciamo motivati dalla riunione tecnica che si è svolta oggi in Regione sul progetto di velocizzazione della linea ferroviaria Roma-Pescara, perché è stato positivo il confronto con il direttore generale dell’Ente, Antonio Sorgi e i dirigenti dei settori coinvolti, i quali hanno confermato che la variante al lotto 1, quella dell’interporto o nota come variante dei cittadini, che abbiamo elaborato congiuntamente  al fine di evitare l’impatto maggiore fra Brecciarola e Manoppello, è l’ipotesi migliore, con dei correttivi capaci di garantire anche la maggiore messa in sicurezza di tutto il territorio interessato dalle esondazioni. Si tratta di integrare le vasche di espansione a monte dell’interporto, operazione che interesserà ulteriori 100 ettari che ora dovremo individuare e che metteremo nero su bianco in uno studio a cui gli uffici tecnici dei comuni di Chieti e Manoppello lavoreranno insieme nei prossimi giorni”, in sintesi questo è il succo della riunione tenutasi a Pescara fra la dirigenza della Regione e i sindaci di Chieti, Manoppello e Scafa e i rispettivi uffici tecnici.

“Non si procederà prima della VIA e della conferenza dei servizi, ma la Regione è stata chiara nell’intenzione di provare a rendere concretizzabile la nostra variante, attraverso la realizzazione di nuove casse di espansione a monte – riferiscono il sindaco Diego Ferrara e il presidente del Consiglio comunale di Chieti Luigi Febo – A questo lavoreremo sin da subito, anche alla luce della delibera della Regione che apre un percorso alla possibilità di eliminare lke criticità evidenziatesi durante il dibattito pubblico sul progetto originario.  I problemi sulla nostra variante sono tutti risolvibili, dunque è indispensabile agevolare anche questa possibilità, perché la realizzazione di ulteriori casse di espansione risolve la sicurezza di una considerevole fetta di territorio dal rischio di esondazione e spiana la via alla revisione progettuale che dovrà fare RFI. Se ciò non dovesse accadere, ci hanno fatto presente i tecnici regionali, sarà indispensabile preparare una nutrita lista di richieste, al fine di alleviare gli impatti del progetto, a tutela del territorio e delle nostre rispettive comunità. Per riuscire nell’intento abbiamo più tempo, la VIA richiederà infatti diversi mesi e a livello europeo è in itinere anche uno slittamento dei tempi del PNRR al fine di dare più possibilità alle comunità locali di attingervi. Restano comunque serrati quelli dello studio che ci appresteremo a fare per ampliare il progetto di realizzazione delle casse di espansione, un lavoro che seguiremo con le rispettive strutture comunali, i consiglieri che se ne sono occupati e la Commissione straordinaria dedicata, presieduta dal consigliere Vincenzo Ginefra, che in questi mesi ha fatto un ottimo lavoro di conoscenza, divulgazione e approfondimento”.

“Anche con il supporto di documentazione e rendering grafici – ha raccontato il sindaco Giorgio De Luca, presente all’incontro con l’assessore Giulia De Lellis, la struttura tecnica comunale e la vicepresidente della Commissione comunale RFI Barbara Toppi – abbiamo ribadito al direttore generale della Regione e ai tecnici del dipartimento regionale Infrastrutture e trasporti, alla presenza del Presidente del Consiglio Regionale Lorenzo Sospiri, che, per il Comune di Manoppello, l’unica via percorribile a salvaguardia dei territori, è quella della Variante Interporto e ci siamo messi a disposizione in un’ottica di confronto costruttivo che porti la Regione ad un confronto franco con Rfi con l’obiettivo di riscrivere una pagina d’intesa con le comunità locali e per il progetto già proposto dai Comuni di Manoppello e Chieti. L’attuale progetto Rfi pone il tema del consumo di suolo, perché da un lato, nel centro urbano, con il raddoppio in affiancamento al tracciato esistente si sventra la città, si abbattono case ed attività commerciali, si complicano i collegamenti con gravi problemi per il trasporto pubblico locale dirottato su strade troppo strette per il passaggio di autobus e mezzi mentre dall’altro, fuori dal centro cittadino, il tracciato prevede l’abbandono in affiancamento alla linea storica e la realizzazione di un imponente viadotto articolato in 3 elementi. Il viadotto che sormonta prima la statale, poi l’autostrada e infine il fiume Pescara, a forte impatto ambientale, costituirebbe un unicum in Val Pescara in quanto sola infrastruttura che taglia trasversalmente ed in modo così significativo la vallata. Inoltre, questo viadotto in rilevato, interferirebbe con Alanno gas, che resta un’area totalmente insicura. L’auspicio è che la Regione si sieda al tavolo con Rfi potendo fornire ogni risposta utile per favorire una Variante di progetto efficace e rispettosa dei territori. Per quanto riguarda Manoppello continueremo a favorire il dialogo fra Enti e a proporre soluzioni alternative concrete che auspico possano finalmente portare buoni frutti”.

Paolucci su acqua: “Sarà l’argomento del futuro, ma la Regione non progetta e non si muove”

Paolucci su acqua: “Sarà l’argomento del futuro, ma la Regione non progetta e non si muove”

“L’Abruzzo è una regione ricca di acqua, ma dove una quantità imponente si perde ogni giorno e dove al momento non ci sono né interventi, né strategie per impedirlo. Lo dice lo stato delle reti idriche, che, senza interventi vedono vanificarsi fino anche al 50 per cento della portata, ogni anno di più. Lo dicono i danni provocati da questa inerzia all’agricoltura, alle industrie abruzzesi, pesantemente toccate dalla siccità e dalla mancanza di programmazione da parte della Regione. Nonostante siamo una delle regioni che perde più acqua in Italia, su 1.650 milioni di euro di fondi che il PNRR dedicava proprio all’agricoltura, all’Abruzzo sono arrivati zero euro: la Giunta di centrodestra fallisce al primo colpo proprio sul settore primario e sull’acqua, che sarà il tema del futuro”, così il capogruppo Pd in Regione, Silvio Paolucci, che annuncia un’interpellanza per conoscere le iniziative e le strategie regionali per fare fronte a una situazione che rischia di diventare drammatica, ripercuotendosi su tutta la filiera economica regionale, a partire dall’agricoltura.

“Da mesi chiediamo di istituire un tavolo con tutti i soggetti competenti, Regione, Comuni, Consorzi agricoli, enti d’ambito, associazioni di categoria, da mesi chiediamo di riattivare le risorse dei progetti già pronti, definanziati dal Masterplan eppure pronti a dare risposte al territorio e a uno dei settori più toccati, proprio l’agricoltura, nel caso specifico, quella del fucino – incalza Paolucci – Non solo dai bandi del PNRR l’Abruzzo, su 1.620 milioni di euro per 149 interventi nel settore primario, prende zero euro, perché non siamo stati in grado di presentare progetti conformi alle regole di questo straordinario strumento di ripresa che l’Europa e il Governo hanno messo a disposizione, ma perde anche le risorse che erano già stanziate, circa 50 milioni di euro, deviate su altro che è sicuramente meno urgente di un progetto per potenziare le reti irrigue per completare il quale serviranno almeno 200 milioni di euro. Ci auguriamo che sui 15.5 miliardi che il PNRR dedica alla risorsa idrica e sugli altri fondi che andranno a bando, non si ripeta quello che è già accaduto perché il Governo regionale non sa pare programmazione. Eppure parliamo di un’emergenza è attuale, come lo è la fragilità del nostro sistema idrico, sommata pure ai cambiamenti climatici di cui è indispensabile tenere conto e tutto questo causa danni economici e disservizi enormi per le aziende e i cittadini abruzzesi. Perdite tanto ingenti perché la rete è vetusta, alcuni tratti hanno anche oltre 30 e 50 anni. Ogni giorno perdiamo decine di migliaia di metri cubi al secondo, non possiamo perdere altro tempo: la tutela della risorsa idrica è già un’emergenza.

Invece il Governo regionale continua a rimanere fermo e ignorare che bisogna progettare, investire e realizzare progetti pronti e in itinere, approfittando di ogni canale, a partire dal PNRR. Bisogna farlo bene, coinvolgendo anche i Consorzi di bonifica, le associazioni di categoria, gli enti d’ambito, i gestori, tutti i soggetti operativi, per non farci cogliere impreparati, di nuovo su un argomento cruciale e strategico ora e per il futuro.

Non farsi trovare pronti su settori strategici per l’economia regionale, come appunto le risorse idriche e l’agricoltura, dopo aver cancellato i fondi destinati all’impianto irriguo fucense dalla precedente giunta regionale è sintomo di una superficialità e una disattenzione che chi governa non può permettersi, né reiterare”.

Sanità, Fina: “Penoso quanto accaduto a Chieti, rappresenta l’incapacità di questa amministrazione regionale”

Sanità, Fina: “Penoso quanto accaduto a Chieti, rappresenta l’incapacità di questa amministrazione regionale”

“E’ penoso quanto visto a Chieti in questi giorni. L’annunciata chiusura del reparto di Geriatria, la mancata partecipazione al Consiglio comunale dei rappresentanti istituzionali della Regione e del direttore della Asl, la maldestra, sebbene dovuta, retromarcia del direttore su Geriatria solo il giorno successivo”: lo dichiara il segretario del Partito Democratico abruzzese, Michele Fina.

Fina ritiene che “quanto sta accadendo a Chieti è particolarmente rappresentativo della totale incapacità con cui questa amministrazione regionale sta gestendo un comparto come quello sanitario, che è di gran lunga il principale per la quantità di risorse che assorbe e per l’importanza che riveste per i cittadini, per di più in una fase in cui efficienza e lungimiranza sarebbero indispensabili per gestire la necessaria trasformazione. Ma non si riesce nemmeno a garantire le basi: basti pensare alla bocciatura del piano ospedaliero che blocca gli investimenti. Sosteniamo il lavoro e l’impegno del sindaco di Chieti, costretto a rendersi baluardo della sanità del suo territorio, e del nostro gruppo in Consiglio regionale, a cominciare dal capogruppo Silvio Paolucci, che non manca di denunciare la mancanza di strategia e programmazione. Quello che drammaticamente sfugge alla Giunta e alla maggioranza di Marsilio è che i tempi sono cambiati, e se è sempre sbagliato amministrare la sanità attraverso mere logiche elettorali, oggi diventa un peccato gravissimo, di cui fanno le spese gli abruzzesi, che perdono l’opportunità di riorganizzare il sistema della sanità e della salute attraverso la disponibilità di nuove risorse, e di progetti, servizi e investimenti a vantaggio di tutti i territori”.

Pepe: “Condotta litoranea adduttrice, intervento programmato dal centrosinistra”

Pepe: “Condotta litoranea adduttrice, intervento programmato dal centrosinistra”

“La strategica e lungimirante programmazione dei fondi Masterplan e la certosina pianificazione sul territorio, operate dalla precedente giunta regionale di centro sinistra, portano oggi ad un altro importante intervento in provincia di Teramo: il potenziamento dell’acquedotto e la realizzazione della condotta litoranea adduttrice” spiega il Vicecapogruppo regionale del Partito Democratico, Dino Pepe.

“Si tratta di un intervento programmato grazie ad un dialogo costante dell’allora giunta di centro sinistra con le Comunità locali, in particolare con i Sindaci della costa teramana, che ben conoscono le problematiche legate alla carenza idrica soprattutto nel periodo estivo. L’investimento di 19 milioni di euro, per 20 Km di condotta idrica, toccherà i Comuni di Giulianova, Tortoreto, Alba Adriatica e Martinsicuro. L’impegno economico, sostenuto e condiviso dalla Ruzzo Reti con fondi propri (5 milioni), stanziamenti regionali e soprattutto con i fondi del Masterplan (14 milioni), porterà significativi benefici sulla costa teramana” prosegue Dino Pepe.

“Oggi quest’opera prosegue il suo iter incassando l’approvazione dei primi cittadini dei Comuni interessati e confermando la lungimiranza, sulle opere strategiche, messa in campo dal centro sinistra. I Comuni costieri, con la realizzazione dei nuovi depuratori di Alba Adriatica e Tortoreto e la nuova condotta idrica, vedono migliorare significativamente le condizioni per rilanciare e sviluppare il settore turistico, fondamentale volano per l’intera l’economia provinciale” conclude Pepe.