Paolucci sui Lea: “Dopo 10 anni di crescita, l’Abruzzo perde punteggi a causa della mancanza di governance e programmazione”

Paolucci sui Lea: “Dopo 10 anni di crescita, l’Abruzzo perde punteggi a causa della mancanza di governance e programmazione”

“I Livelli essenziali di assistenza della sanità decrescono dopo 10 anni di progressivo sviluppo, la gestione sanitaria del centrodestra riporta indietro l’Abruzzo, questo dicono gli ultimi dati sul monitoraggio dei Lea pubblicati dal Quotidiano di Sanità nei giorni scorsi: il trend dei servizi è costantemente in crescita fino al 2018 compreso, scende, invece, a partire dal 2019, una tendenza che risente della mancanza di governance e di scelte e che non è addebitabile al covid, ma a chi ha governato la Regione in questi due anni e mezzo”, così il capogruppo Pd in Consiglio regionale Silvio Paolucci.

Il link ai dati: http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=95959

“Nei numeri c’è purtroppo la conferma di quanto stiamo lamentando da mesi: dopo 10 anni i Lea in questa regione scendono, un primato di cui c’è poco da andare fieri e altrettanto poco da stare tranquilli – rimarca l’ex assessore alla Sanità – Vero è che senza un programma, senza una governance, senza una programmazione dell’offerta delle prestazioni sanitarie sia sulla rete ospedaliera, sia su quella della prevenzione e territoriale, questi sono i risultati. Purtroppo ci aspettiamo che anche sul fronte della mobilità sanitaria passiva si manifestino gli effetti negativi di questo stato di cose e un  trend che evidenzierà una migrazione molto consistente degli abruzzesi verso strutture fuori regione, perché anche in questo caso la programmazione è inesistente, esiste solo negli annunci del governo di centrodestra, ma non ha dato risposte alla domanda di cure espressa dalla comunità. Eppure 18 mesi di pandemia dovrebbero aver insegnato quanto fosse indispensabile assicurare tutte le altre prestazioni no covid, in vista della fine dell’emergenza legata al virus. Ciò nella realtà non è accaduto e per tale ragione è urgente un cambio di passo a metà legislatura: ci appelliamo all’esecutivo perché corra ai ripari, non è pensabile di lasciare come riferimento della propria attività governativa gli atti di programmazione della giunta precedente. Bisogna recuperare il tempo perduto ed evitare di perderne altro, perché stiamo parlando della vita e del diritto alla salute di migliaia di abruzzesi”.

L’Aquila, Pezzopane: “Da Biondi nervoso attacco personale, col torcicollo a 15 anni fa. Orgogliosa di aver presieduto il Tsa”

L’Aquila, Pezzopane: “Da Biondi nervoso attacco personale, col torcicollo a 15 anni fa. Orgogliosa di aver presieduto il Tsa”

La deputata Stefania Pezzopane dichiara: “La risposta aggressiva e piccata del Sindaco dell’Aquila alle mie dichiarazioni sui problemi della cultura, testimonia un suo grande nervosismo oltre alla consueta “’indole’. E’ un tristissimo attacco alla mia persona piuttosto che un intervento sulle questioni aperte in città su Il Centro da Colapietra e Muzi sugli spazi e la politica culturale, e da me argomentato con fatti e vicende; un attacco per di più fatto alla vigilia dell’inaugurazione del MAXXI L’AQUILA, quando gli occhi dell’Italia erano puntati su di noi, e dove non ha mancato di mettere in mostra il suo super ego per cose che al suo arrivo erano già ideate, impostate e finanziate dallo Stato. Il Sindaco ha prima provato ad azzittire i suoi presunti ‘nemici intellettuali’, e ora non trova di meglio che riscalzare verso me una trita e ritrita vicenda del 2006, nel tentativo mal riuscito di gettare discredito, il suo gesto invece ha prodotto una catena di solidarietà di tante persone, anche di destra, che mi hanno manifestato distanza da linguaggio e metodi. E’ davvero a corto di argomenti se è costretto ad intrufolarsi nella macchina del tempo, falsando tutta la vicenda ad uso e consumo suo e di Fratelli d’Italia. Sono pertanto costretta a riportare a verità la questione sulla indennità di presedente del Tsa.
In questa sua smaniosa furia distruttiva, Il sindaco Biondi mette in mezzo ad una polemica assurda un galantuomo della destra abruzzese non più in vita come il caro Giovannino Pace che, sono certa, non avrebbe gradito essere inserito in un articolo fazioso e su una card mal riuscita di Fratelli d’Italia. Precisiamo: i Presidenti ed i vicepresidenti del Tsa hanno percepito indennità di funzione fino al Decreto Tremonti (Dl 78 del 31 maggio 2010) che le abolì. Le hanno prese i presidenti Proietti e Trimarchi ed i vicepresidenti Tancredi ed Ettorre entrambi nominati dal Sindaco Tempesta, anche lui galantuomo della destra aquilana che mai si sarebbe sognato di fare una così squallida polemica. Il Presidente della Regione Pace si autonominò Presidente del Tsa, ovvero di un ente di emanazione regionale di cui la Regione è socio fondatore e sarebbe stato in assoluta contraddizione il percepimento della indennità: dovette poi dimettersi dalla carica per ricandidarsi a Presidente della Regione perché́ lo statuto della stessa rendeva incompatibile la candidatura di persone che ricoprissero ruoli in enti regionali. Fu allora nominata dal Presidente Pace la Dirigente di staff Carla Mannetti che era dipendente della regione con incarico dirigenziale assegnato con mandato fiduciario dallo stesso Presidente; la sconfitta del Presidente Pace portò Mannetti a dimettersi dopo pochi mesi. I fatti sono questi: esponenti della destra di quegli anni hanno preso anche loro indennità, e non specifico le cifre ne’ lorde ne’ nette, perché questo non è il modo di fare politica e perché entrambi hanno assolto con onore e responsabilità ai loro ruoli. Come ben si comprende, il caso del Presidente Pace e di Mannetti, l’uno Presidente e l’altra dirigente di staff della regione, erano ben diversi da chi rivestiva altri ruoli provinciali e comunali. Insomma chiamare in causa il Presidente emerito della regione, deceduto, per una rovinosa polemica politica è davvero di pessimo gusto ed un sindaco della città dell’Aquila non si dovrebbe mai abbassare a tale livello. Mi scuso di aver citato il Presidente Pace, di cui coltivo il sorriso e la gentilezza, il Sindaco Tempesta, con cui non sono mancati gli scontri ma mai e poi mai sarebbe ricorso a tali bassezze e falsità, ed altri, ma sono stata costretta a farlo. Nel mio intervento avevo posto una serie di questioni a cui il Sindaco non ha dato risposta, preferendo buttarla in caciara, tra cui il problema delle scarse risorse per la cultura nel bilancio del Comune e delle briciole di contributi ordinari del Comune e della Regione per le istituzioni culturali. E la non risposta conferma quanto da me sostenuto: conosco bene le cifre con tanti zeri perché sono i fondi dei trasferimenti del Governo grazie a Restart, geniale idea del centrosinistra, derivante dal 4%, proposta da me e lavorata in Parlamento con la sottosegretaria De Micheli. Ma poco o nulla continua ad esserci sui fondi ordinari di Comune e Regione che danno solidità e sicurezza alle istituzioni. Da assessore comunale, nella Giunta Cialente, non avevamo un euro per la cultura: ne’ dal Governo ne’ dalla Regione eppure con enormi sacrifici reinserii i contributi ordinari nel bilancio comunale e, con Antonio Massena e le istituzioni culturali, dal nulla facemmo nascere e creammo ‘I cantieri dell’immaginario’. Avevo poi posto il problema del teatro comunale, del ridotto e degli altri spazi culturali di diretta responsabilità̀ comunale, ma anche qui nessuna risposta. Biondi sposta la discussione sulle chiese.
Ma anche su questo prende un’altra sonora cantonata: sia l’arcivescovo Molinari che Monsignor Petrocchi e tanti parroci conoscono bene il mio impegno presso il ministero per semplificare ed accelerare, ci sono atti, interrogazioni parlamentari incontri con ministri e sottosegretari. Ma precisiamo: la scelta che la ricostruzione delle chiese dovesse seguire la procedura pubblica stava già scritta nel del 39/2009 poi convertito con legge 77/2009. I sottosegretari Legnini prima e De Micheli poi con la 125/2015 precisarono meglio quanto già scritto da Berlusconi, Meloni e co. definendone il come e il chi dovesse fare. Successivamente abbiamo provato a cambiare le norme e nel decreto semplificazione sia il primo che questo bis in fase di approvazione, ci sono ulteriori novità. Tuttavia ribadisco che quella di Biondi è la solita scusa per giustificare la sua inerzia poiché con le stesse norme, diverse opere pubbliche sono andate avanti (cito solo i lavori del consiglio regionale) mentre i milioni di euro affidati al comune per le opere pubbliche sono fermi. Il problema non sono le norme ma il manico”.

Chieti, nuovo appello del sindaco agli over 60enni: “Vaccinatevi se non lo avete ancora fatto”

Chieti, nuovo appello del sindaco agli over 60enni: “Vaccinatevi se non lo avete ancora fatto”

Nuovo appello del sindaco Diego Ferrara alla cittadinanza affinché si vaccini, quello rivolto agli ultra sessantenni che non hanno ancora prenotato la somministrazione.

“Per uscire dall’incubo pandemico è indispensabile vaccinarsi ed è necessario che le categorie che potrebbero avere maggiori rischi contraendo il virus, siano le prime ad essere tutelate – così il sindaco Diego Ferrara – In queste settimane la campagna vaccinale ha subito una importante accelerazione e questo avrà sicuramente dei benefici sull’immunizzazione globale di tutto il territorio di riferimento. Per questo mi unisco alla Asl nel chiedere a chi non si è ancora vaccinato di farlo al più presto, anche perché a breve, dal prossimo 3 giugno, la prenotazione sarà possibile per tutti. Preme che questa fascia di età sia coperta, perché è quella che ha maggiormente impegnato le strutture ospedaliere e che potrebbe avere maggiori complicazioni. Appare sempre più chiaro che la ripresa dipende dalla lotta sanitaria al covid e per portarla avanti è indispensabile aderire alla campagna di vaccinazione e farlo al più presto”.

I GIOVANI DEMOCRATICI Al LAVORO PER UNA NUOVA LEGGE REGIONALE PER IL DIRITTO ALLO STUDIO

I GIOVANI DEMOCRATICI Al LAVORO PER UNA NUOVA LEGGE REGIONALE PER IL DIRITTO ALLO STUDIO

I Giovani Democratici d’Abruzzo sono al lavoro per riscrivere finalmente una legge regionale sul diritto allo studio degli studenti delle scuole superiori.

“L’attuale normativa regionale – spiega il segretario regionale Claudio Mastrangelo – è ferma addirittura al 1978 e a un mondo della scuola completamente diverso da quello attuale. Ancor più inadeguata è inoltre diventata dopo questo anno e mezzo di pandemia: strumenti innovativi come la didattica a distanza e in generale l’ingresso della tecnologia nei percorsi di apprendimento e formazione necessitano di una legge al passo con i tempi affinché restino opportunità di crescita per le studentesse e gli studenti abruzzesi e non diventino mai armi di oppressione dei loro di diritti e delle loro possibilità. L’accesso a internet veloce, ad esempio, non è più un semplice tema di cittadinanza o di competitività economica di un territorio, ma di diritto allo studio e all’ascensore sociale per tutta una generazione, per non parlare poi dell’enorme tema dell’edilizia scolastica nella nostra regione, specie nei crateri sismici”.

Esprime soddisfazione per il lavoro intrapreso e per la collaborazione con i consiglieri regionali del Partito Democratico anche Paolo Antonelli, coordinatore del dipartimento scuola dei GD: “Sono molto soddisfatto per il lavoro che stiamo svolgendo come dipartimento scuola dei Giovani Democratici d’Abruzzo, un lavoro che stiamo portando avanti con i consiglieri regionali del Partito Democratico che condividono con noi l’esigenza di dotare migliaia di giovani abruzzesi di una legge che li tuteli. Già in passato, infatti, una nuova legge sul diritto allo studio è stata oggetto di interesse del nostro gruppo consiliare. É un lavoro che ci inorgoglisce – conclude Antonelli – perché arriva direttamente dai ragazzi e le ragazze che in questi mesi hanno pagato un prezzo altissimo, dall’ascolto di quei giovani abruzzesi che meritano più diritti all’interno della scuola: ci batteremo affinché diventi realtà al più presto”.

La base di partenza del lavoro è la proposta di legge presentata nel 2017 da alcuni collettivi studenteschi e scritta fra gli altri dal giovane democratico Saverio Gileno, rimasta nei cassetti della Regione.

Pepe chiede alla Regione di conoscere il futuro dell’ospedale di Teramo

Pepe chiede alla Regione di conoscere il futuro dell’ospedale di Teramo

Il Consigliere e Vice Capogruppo Regionale del Pd, Dino Pepe, ha presentato una interpellanza ai sensi dell’articolo 154 del Regolamento interno per i lavori del Consiglio regionale avente per oggetto il “Potenziamento della qualità dell’offerta dell’edilizia sanitaria in provincia di Teramo – Ospedale Città di Teramo”.

“Quello dell’ospedale di Teramo è un tema molto sentito non solo nel capoluogo, ma in tutto il territorio provinciale, e da anni è al centro di numerosi dibattiti che riguardano il suo eventuale posizionamento e la sua realizzazione o il recupero dell’attuale sede del “Mazzini” considerato che la struttura è stata realizzata tra gli anni ‘70 e ’80, con progetti risalenti agli anni ’60, e inizia ovviamente a mostrare tutti i suoi anni” dichiara Dino Pepe. “Nella legge di stabilità 205/2017 sono stati assegnati finanziamenti pari a 81.590.000 di euro da destinare all’ospedale teramano e, con il decreto del Ministro della Salute del 7 agosto 2018, sono stati individuati gli interventi di edilizia sanitaria e previste le convenzioni da sottoscrivere con le regioni beneficiarie del finanziamento”.

“Tenuto conto che il finanziamento, per quanto riguarda l’ospedale di Teramo, è suddiviso in quote annue fino al 2024 e che ad oggi, al netto di continui annunci a mezzo stampa, non risultano formalizzati interventi circa l’avvio delle procedure per dare concretezza all’opera chiedo al Governatore Marsilio e all’Assessore competente  di conoscere quali iniziative, relativamente alle procedure amministrative, sono state ad oggi concluse; quale l’iter e con quale crono programma si intende procedere; quali opere di edilizia sanitaria il governo regionale intende porre in essere: la realizzazione ex novo dell’ospedale, oppure il recupero dell’esistente; a quanto ammontano, ad oggi, le somme derivanti da risorse nazionali; come e con quanti ulteriori fondi, la Regione Abruzzo, intende incrementare le risorse disponibili. Infine, con riferimento alla riorganizzazione dei servizi ospedalieri e territoriali nella provincia di Teramo, chiediamo se nella nuova programmazione della rete ospedaliera, è ricompreso il DEA funzionale di secondo livello” conclude il Vice Capogruppo Regionale del Partito Democratico. “Sostanzialmente chiediamo di conoscere i fondi disponibili, le modalità di utilizzo e soprattutto i contenuti dell’offerta sanitaria su Teramo e la sua provincia. Dopo due anni e mezzo dall’insediamento della Giunta Marsilio i teramani attendo una risposta chiara e puntuale”.