Blasioli su Bussi: “E’ cominciata da parte di Edison l’esecuzione delle misure di prevenzione dei siti delle discariche 2A e 2B”

Blasioli su Bussi: “E’ cominciata da parte di Edison l’esecuzione delle misure di prevenzione dei siti delle discariche 2A e 2B”

Novità importanti per l’ambiente abruzzese e per il sito di Bussi, dove sono in corso in questi giorni lavori per l’adozione di misure di prevenzione delle discariche 2A e 2B ad oggi non ancora toccate dalla scoperta nel 2007 dei rifiuti tossici stoccati nell’area. Lo riferisce il consigliere regionale PD Antonio Blasioli che da tempo segue le vicende della discarica e che oggi presiede la Commissione d’inchiesta regionale, nata per fare luce sui fatti e stimolare la bonifica del Sito d’interesse nazionale di Bussi.

“Ho avuto modo di verificare che Edison sta operando la messa in sicurezza su quelle due aree che fino ad oggi non erano state interessate dalla copertura tramite capping, proprio ripassando dalla seduta di ieri della Commissione a cui ha partecipato anche la Solvay, multinazionale belga che nel 2002 subentrò a Montedison nella proprietà della maggior parte dei siti – riferisce Blasioli – Non si tratta della bonifica definitiva delle due discariche che attendevano da anni interventi attuali di cauterizzazione, ma c’è da essere veramente soddisfatti se dopo 13 anni dalla scoperta dei veleni di Bussi e oltre 37 dalle autorizzazioni concesse dalla Regione allo stoccaggio in loco, oggi si mettono in opera misure di prevenzione che sarebbero dovute scattare a quarantott’ore dalla scoperta della discarica, nel 2007.

Dall’audizione svolta ieri con i responsabili di Solvay, sappiamo che nelle aree erano operativi impianti di pompaggio, trattamento e stoccaggio delle acque inquinate, ma sappiamo anche che tale attività è terminata il 1 agosto 2018, con la cessione delle aree al Comune di Bussi. Il cantiere di oggi arriva a seguito della sentenza del Consiglio di Stato del 6 aprile 2020 e soprattutto dopo le sollecitazioni del ministero dell’Ambiente del 10 e del 17 giugno scorso, che hanno determinato Edison alla cantierizzazione degli interventi richiesti. I lavori dureranno nove mesi e, fra l’altro, comprenderanno anche la realizzazione del capping sui due ettari delle discariche 2A a 2B e delle aree limitrofe che ne sono ancora prive. Messa in sicurezza con i teli a tutela di suolo e aria, ma anche indagini geofisiche non invasive, rimozione delle interferenze, regolarizzazione e riprofilatura del sistema di raccolta e allontanamento delle acque meteoriche, congiuntamente alla riattivazione del sistema di “pump and stock” attrezzato da Solvay e non più funzionante da agosto 2018, circostanza questa che ha destato particolare attenzione in seno alla Commissione.

Inoltre Edison provvederà anche ad aggiornare i dati delle caratterizzazioni eseguite su queste aree nel 2001 da Montedison e nel 2003 e 2011 da parte di Solvay. Occorrerà circa un anno per predisporre un piano di rischio specifico per l’area e per il progetto di bonifica, che poi andrà sottoposto per l’approvazione alla conferenza di servizi con Ministero ed enti territoriali. Va inoltre ricordato che la Regione Abruzzo ha promosso ricorso al Tar Lazio per la sospensiva del provvedimento con cui il Ministero Ambiente e Territorio ha annullato il bando della bonifica elaborato dal commissario regionale Adriano Goio e che potrebbe portare ad un percorso diverso.

Questo il quadro oggi. In poco tempo importantissimi passi avanti dopo anni di stasi in cui la discarica ha continuato a nuocere all’ambiente, se solo penso che a dicembre 2019 la Commissione speciale di inchiesta che ora presiedo iniziava il suo lavoro e che all’epoca sono intervenuto proprio io per segnalare capping divelto sulle aree a ridosso della Turbogas, oggi anch’esse ripristinate. Questo sottolinea l’utilità della Commissione e l’essenziale ruolo di stimolo e conoscenza che ha avuto nel rinnovare l’attenzione sociale e anche istituzionale su Bussi, un nuovo inizio che ora dovrà consentirci di guardare in modo concreto sia alla bonifica che alla reindustrializzazione del sito in tempi brevi e scanditi”.

Chieti, Diego Ferrara: “Il Consiglio comunale approvi odg per medico scolastico”

Chieti, Diego Ferrara: “Il Consiglio comunale approvi odg per medico scolastico”

“Tra i sacrifici che abbiamo affrontato, tutti, a cominciare dagli studenti, piccoli e grandi, e poi i genitori, le famiglie, gli insegnanti, durante la fase del blocco generale per contrastare la pandemia da coronavirus, sicuramente, tra i più grandi e complessi, c’è stato quello richiesto e assolto dal mondo della scuola. I ragazzi di ogni età, anche bambini, hanno dovuto superare pesanti momenti di smarrimento per prendere le misure con un nuovo metodo didattico, che per quanto introdotto con impegno e disciplina da maestri e professori, ai quali va ancora oggi il nostro grazie, non corrisponde alla formazione e al suo straordinario valore che solo la scuola, intesa anche come spazio fisico da frequentare e vivere, offre.

Il ritorno tra i banchi di scuola per il nuovo anno scolastico 2020-2021 non è lontano, anzi. Il 14 settembre, tra poche settimane ormai, la campanella tornerà a suonare e nessuno può trovarsi impreparato. Nessuno. Gli alunni di Chieti, i docenti, il personale tecnico-amministrativo, le famiglie, tutti hanno il diritto di rientrare in condizioni di sicurezza e relativa serenità. E questo diritto può essere garantito anche grazie all’impegno di un’azione amministrativa che sappia programmare, per tempo. Di più: subito, perché siamo già in ritardo.

In tantissimi comuni italiani è stato accolto, in appositi ordini del giorno, l’appello lanciato anche dall’Associazione nazionale dei presidi per l’istituzione del medico scolastico, tornato di grande attualità in questi giorni: è un’ottima idea, sarebbe una figura di garanzia per la salute dei nostri figli e dei nostri nipoti, dell’intera comunità. Non posso che augurarmi che Chieti faccia altrettanto.

Come mi auguro che l’amministrazione comunale in carica stia operando per quanto di sua competenza sulla sicurezza degli edifici. È stato disposto un censimento, con una conseguente valutazione, degli spazi potenzialmente adatti e disponibili a ospitare lezioni in rapporto alle nuove esigenze di salute pubblica? Sono stati trovati nuovi locali che possano essere utili a tale scopo? Che cosa sta facendo l’amministrazione comunale in carica? Abbiamo la certezza che il servizio dei trasporti locali sia ampiamente garantito? Stiamo blindando il diritto a una scuola sicura dal punto di vista infrastrutturale e sanitario?

Non sono mie, queste domande. Queste sono le domande di ogni madre e di ogni padre, degli insegnanti e dei giovani studenti che vivono con preoccupazione quello che invece da sempre è un giorno speciale, il giorno del ritorno fra i banchi di scuola”.

Lo dichiara il candidato a sindaco di Chieti per il centrosinistra, Diego Ferrara.

Dino Pepe presenta una risoluzione in cui chiede che l’ANAS si faccia carico del tratto di Ss 16 Adriatica dal Km 431+700 al km 437+940

Dino Pepe presenta una risoluzione in cui chiede che l’ANAS si faccia carico del tratto di Ss 16 Adriatica dal Km 431+700 al km 437+940

Il Consigliere e Vice Capogruppo Regionale del Pd, Dino Pepe, raccogliendo la proposta del Presidente D’Alfonso, ha presentato una risoluzione avente per oggetto “Strada Statale 16 Adriatica – Disposizioni urgenti tese a favorire la presa in carica del tratto dal Km 431+700 al km 437+940 ad opera di ANAS” con la quale si chiede un impegno al Presidente Marsilio ed alla Giunta per porre in essere nei confronti del Governo nazionale, in particolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e di ANAS Spa, tutte le iniziative necessarie affinché il tratto della Strada Statale 16 Adriatica sopraccitato, per il tempo strettamente necessario alla soluzione della emergenza che sta riguardando il tratto abruzzese dell’autostrada A 14, sia preso in carico nella gestione di ANAS Spa.

“E’ sotto gli occhi di tutti la gravissima situazione che sta interessando il tratto abruzzese dell’autostrada adriatica che, a causa dell’adozione dei noti provvedimenti giudiziari, deve fare i conti con diversi restringimenti di carreggiata, divieti di transito per i mezzi pesanti e chiusure di caselli autostradali” sottolinea Pepe. “A causa di ciò molti mezzi pesanti preferiscono deviare, o sono costretti a farlo, sul tratto urbano della Ss 16 Adriatica causando notevoli disagi alle popolazioni residenti sia sotto l’aspetto delle ricadute sulla salute dei cittadini in tema di qualità dell’aria e di inquinamento acustico, sia con ripercussioni negative anche sulle attività economiche e commerciali oltre ovviamente sulla stessa rete viaria dove si registrano già diversi danni al manto stradale causati dal costante passaggio dei mezzi pesanti”.

“In virtù di tali motivi ritengo sia auspicabile l’assorbimento da parte di ANAS Spa delle arterie gestite dai comuni visto che l’Azienda nazionale delle strade dispone di risorse economiche, uomini e mezzi capaci di garantire elevati standard di sicurezza e di sostenibilità e che ricomprendere nella gestione di ANAS Spa il tratto di 7 km, oggi patrimonio del Comune di Silvi, porterebbe un impatto positivo anche in ordine ad ulteriori progetti viari come la realizzazione della “Variante collinare” nell’area” conclude Vice Capogruppo Regionale del Partito Democratico. “Auspico la massima convergenza delle forze di maggioranza e di opposizione su questa proposta, il perdurare di questa situazione di emergenza sulla A 14 rischia seriamente di minare la viabilità sulla Ss 16 Adriatica e la qualità della vita di cittadini messi oggi in grande difficoltà”.

La dichiarazione video di Pepe dopo l’approvazione della risoluzione:

Interpellanza Paolucci su consulenze informatiche della Asl 2: “Ignorato il sistema di eccellenza per la gestione dei pazienti Covid,  con conseguenze su tamponi e dati durante l’emergenza”

Interpellanza Paolucci su consulenze informatiche della Asl 2: “Ignorato il sistema di eccellenza per la gestione dei pazienti Covid, con conseguenze su tamponi e dati durante l’emergenza”

“Il manager della Asl 2 snobba l’innovativo sistema digitale aziendale della Asl di Lanciano-Vasto per la presa in carico dei pazienti Covid, affidandosi a consulenti esterni all’azienda e l’azienda ottiene i peggiori risultati sul sistema informativo legato alla gestione e prevenzione del virus e in particolare sulla tracciabilità dei tamponi”, denuncia il capogruppo PD in Consiglio regionale Silvio Paolucci, che sull’argomento depositerà un’interpellanza all’esecutivo regionale.

Una decisione singolare, fa notare l’ex assessore alla Sanità, quella maturata da Schael, di concerto con il suo consulente di Information e Communication Technology: “L’ennesimo atto autoreferenziale del manager della Asl 2, che si aggiunge alle continue uscite social e alle inopportune esternazioni contro innumerevoli rappresentanti istituzionali. Cercare all’esterno professionalità e programmi per la presa in carico digitale per pazienti Covid che la Asl non solo possiede, ma che ha anche rodato e che per di più hanno già dato prova di efficienza non è di certo un buon modo di amministrare risorse pubbliche, specie di questi tempi.  Parliamo di un sistema organizzativo innovativo, che consente ai distretti sanitari di pianificare e armonizzare la presa in carico dei pazienti e, agli operatori che si recano a domicilio, di ricevere il piano di lavoro e acquisire e condividere dati, immagini, video e registrazioni vocali tramite un’apposita App, nel pieno rispetto delle procedure a tutela della privacy e con il migliore coinvolgimento dei medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, specialisti territoriali, infermieri dei distretti e i professionisti della ditta che si occupa delle cure a domicilio​. La decisione di rinunciare a tutto questo non può non aver inciso sugli scarsi risultati della Asl nella gestione dei pazienti e anche nel gap di tamponi e dati che la sola Asl 2 ha manifestato rispetto alle altre tre aziende.

Una esternalizzazione incomprensibile, considerato poi che anche l’Istituto Superiore di Sanità nel 2019 aveva per altro anche apprezzato il sistema interno innovativo digitale costruito per le cure domiciliari, che poteva e doveva essere considerato un sistema guida anche per affrontare l’emergenza Covid. Invece in piena emergenza questo patrimonio è stato del tutto ignorato, per attivare soluzioni parziali e inidonee con affidamento a una società esterna, la  ITel e con il conseguente risultato di trovarsi in affanno sulla gestione dei tamponi e sui dati relativi alla situazione sul territorio. Da qui è necessario andare a fondo al perché ciò sia accaduto, chiedendo all’esecutivo sia lumi sui costi dell’operazione, che su altri non trascurabili aspetti relativi alla gestione, non ultimo il trattamento dei dati dei pazienti rispetto alla privacy e la tracciabilità della presa in carico.

Quanto alla mortificazione di eccellenze interne che invece potevano essere opportunamente coinvolte e utilizzate non solo per implementare il sistema già sperimentato con successo per l’ADI, ma anche per ampliare l’offerta, potenziandola e migliorandola senza ricorrere all’esterno, si tratta dell’ennesimo e grave atto di un modus operandi lontano dalla comunità degli assistiti e dai suoi bisogni.

E mentre si è impennato il numero di tweet di Schael, è invece crollato il numero di prestazioni chirurgiche della Asl di Chieti che con questo direttore generale ha toccato il punto più basso di sempre. Con migliaia di prestazioni ospedaliere e ambulatoriali in attesa e cittadini ormai costretti a trovare risposte altrove, chi può. D’altra parte l’attività di decine di professionisti è stata semplicemente cancellata. A Schael chiediamo un maggiore impegno nel mondo reale, mentre a Marsilio di dare risposte concrete dopo due anni di annunci elettorali. E di fare una profonda riflessione sul disastroso management dell’azienda di Chieti”.