Ripartire in sicurezza: le proposte del PD per un Piano Regionale straordinario per l’emergenza sanitaria ed economico-sociale

Ripartire in sicurezza: le proposte del PD per un Piano Regionale straordinario per l’emergenza sanitaria ed economico-sociale

Il video della conferenza stampa

 

“La Fase 2 scatterà in Italia fra pochi giorni e non esiste ancora un Piano della Regione Abruzzo capace di affrontarne e programmarne le azioni dalle misure di sorveglianza sanitaria e le iniziative per l’economia. Un ritardo che non possiamo permetterci – così i consiglieri regionali PD Silvio Paolucci, Dino Pepe, Antonio Blasioli, Pierpaolo Pietrucci e il consigliere Sandro Mariani – . Da questa necessità nascono le proposte del PD su come affrontare le settimane che avremo davanti, dando risposte concrete sul fronte sanitario, all’economia in sofferenza e alla comunità più vulnerabile, quella più esposta all’emergenza sociale che il Covid, finito il contagio, ci lascerà. E’ necessario pensare a un Piano Operativo straordinario da 300 milioni di euro. La metà di queste risorse possono essere recuperate da una rimodulazione dei Fondi Strutturali e FSC 2014-2020, cogliendo la straordinaria opportunità messa a disposizione dal Governo e dalla UE di veder risarcite alle Regione le intere somme rimodulate attraverso il PSC, Piano Sviluppo e Coesione, oltretutto con una copertura al 100% da parte dell’Europa, senza l’obbligo di contribuzione del 15% da parte delle regioni”.

Sulla stessa linea il segretario del PD Abruzzo Michele Fina: ”Le nostre proposte nascono da una discussione che ha coinvolto il partito a più livelli, includendo anche amministratori e parti sociali. Mai come in questa fase sono necessari condivisione e confronto, requisiti che il governo regionale ha abbondantemente dimostrato di non sapere mettere in pratica: così l’impreparazione ha fatto danni che si chiamano inefficienza e ritardi, com’è accaduto ad esempio per la cassa integrazione”.

Secondo i Rappresentanti del PD: “Sulla base di questa scelta la Regione deve aprire una interlocuzione con il Governo, perché l’altra metà del Piano Straordinario sia coperto con le misure nazionali, peraltro già previste o in via di definizione. Vanno inoltre snellite procedure e burocrazia, perché non si ripeta più quanto accaduto con i ritardi della CIG che ci vedono fanalino di coda in Italia e ai lavoratori che aspettano ancora i versamenti va la nostra solidarietà; solidarietà anche agli abruzzesi interessati dall’inganno del bonus dei 1.000 euro alle famiglie bisognose propagandato dal centrodestra: che su oltre 17.000 richieste arrivate andrà invece a meno di 3.000 nuclei (con disabili e più di 3 figli), con la beffa che per tutti quelli rimasti fuori deciderà la Giunta regionale sia a chi e quando conferire, chissà con quali criteri e con importi di molto inferiori a quelli promessi e poi con l’inerzia registrata nelle zone rosse dove si aspettano ancora i provvedimenti economici e sanitari annunciati dalla Regione. Per velocizzare la propria attività di autorizzazione e di esame e quella delle agenzie collegate (Abruzzo Sviluppo, Arta, Arap, Fira, ecc.) la Regione deve: rafforzare temporaneamente gli uffici delegati alle autorizzazioni con l’assunzione a termine di personale qualificato o convenzionandosi con strutture qualificate; spostare, ove possibile le procedure da controlli ex-ante a controlli ex-post: utilizzo di autocertificazione, silenzio-assenso, estensione al massimo di procedure online, rafforzando il sistema dei controlli successivi; attivare una convenzione Regione-ABI-istituti bancari del territorio, per indicare procedure chiare e snelle nella gestione degli strumenti, perché le numerose misure per facilitare l’acceso al credito presuppongono un ruolo essenziale per le banche”.

 

PROGRAMMA DI INTERVENTI

 

SANITÀ. GESTIONE FASE 2. Prima di attuare la cosiddetta Fase 2, occorre innanzitutto analizzare gli errori commessi per evitarne il ripetersi. Serve una pianificazione strategica, al fine di avere ben chiare idee sulle azioni da mettere in campo e gli scenari di rischio in vista della necessaria convivenza con il virus. Creare le migliori condizioni per una ripresa graduale garantendo sicurezza alla popolazione. Tutto ciò sarà più agevole attraverso le seguenti attività:

–     mappatura sulla capacita degli strumenti sanitari si reazione all’emergenza;

–  distribuzione quotidiana di dispositivi di protezione individuale a tutti gli operatori sanitari;

–       screening a tutto il personale sanitario per evitare che le strutture ospedaliere o quelle territoriali sanitarie, sociosanitarie e socio assistenziali si trasformino in veri e propri focolai di contagio;

–       mascherine obbligatorie per tutta la popolazione e, contestuale avvio, di una capillare distribuzione dei DPI;

–       potenziamento della capacità di screening diagnostico sia in numero che personale;

–       rafforzamento della rete territoriale sanitaria per evitare l’ospedalizzazione dei pazienti;

–       elaborazioni di un Piano volto a codificare tutte le procedure per il contenimento di possibili nuovi focolai.

 

SOCIALE. PREVENIRE L’EMERGENZAParticolare attenzione a quanti non sono ricompresi nelle misure del Governo e vivono condizioni di particolare indigenza. Larga parte delle misure potrà trovare copertura con la rimodulazione del FSE per la quota destinata al finanziamento dei Piani Sociali di Zona, nelle more della redazione del nuovo Piano Sociale Regionale. Enti attuatori i Comuni. Ecco le misure:

–       Prima casa: contributo per rateo mutuo prima casa per quanti non rientrano nella sospensione dei mutui a seguito del DL 18/2020 “Cura Italia” e versano in condizioni di comprovato disagio economico.

–       Studenti e didattica: contributi sull’affitto e utenze sia per le famiglie in difficoltà che per studenti fuori sede; contributi per computer, tablet, notebook per la didattica a distanza; contributi, a fondo perduto e mediante fondo rotativo alle strutture educative della prima infanzia (0 – 6 anni), per sostenere il comparto nel periodo di chiusura nelle spese per affitti, utenze, materiale informatico per didattica a distanza e sanificazione dei locali; contributo economico mensile per ogni bambino fino al mese di agosto; proroga della sospensione dei versamenti fiscali e contributivi fino al 30 settembre e rateizzazione.

–       Assistenza domiciliare: contributo straordinario per i caregiver famigliari in caso di sospensione dei servizi di assistenza domiciliare e riabilitativa; bonus economico per l’assistenza domiciliare per minori e persone con disabilità non coperte dal Fondo per la non-autosufficienza e disabili non gravi con ISEE sotto la soglia di povertà.

–       Territorio: contributo agli ECAD per l’assunzione di personale a tempo determinato in segretariati sociali e servizio sociale professionale; alla rete dei centri antiviolenza perché continuino l’attività in spazi sicuri; alle associazioni e società sportive dilettantistiche con misure specifiche (in primis la sospensione dei canoni mensili per la gestione degli impianti).

 

IMPRESE E LAVOROBisogna calibrare gli interventi in base alle dimensioni delle imprese e alla loro capacità di sopravvivenza, per garantire resistenza in vita e nuovi orizzonti produttivi.

Piccole imprese. Queste le azioni per intervenire sul sistema delle piccole e piccolissime imprese (comprese imprese sociali del Terzo settore) che si trovano in condizione di drammatica crisi di liquidità e a rischio sopravvivenza:

–   Potenziare l’accesso al credito e intervenire sul tetto del 25% del reddito visto che molte imprese non raggiungono un reddito di 100.000 euro annui;

–  portare la copertura dei contributi regionali dall’80% al 100% avvalendosi del ruolo dei Confidi;

–   riattivare il MICROCREDITO regionale (FSE 2007-2013);

–   recupero dal FESR 2014-2020 delle risorse non spese

–  aiuti a fondo perduto, a colmare la riduzione di fatturato o di reddito determinati dall’attuale crisi;

–  sospensione di tributi locali (risarcendo i Comuni per i mancati introiti);

–  contributo temporaneo per costi energetici attivando convenzioni tra Regioni ed Enti gestori.

–  rapidità del processo autorizzatorio e sbrurocratizzazione per cittadini ed imprese

Per le imprese medio-grandi. Facilitare la “sanificazione” attraverso un sostegno dei costi di queste operazioni integrando con risorse regionali il contributo statale (credito d’imposta al 50%) e con voucher per l’acquisto di dispositivi di protezione (mascherine, guanti ecc.). Sul fronte operativo bisognerà agire per:

–       Promuovere e favorire accordi sindacali sulle condizioni di apertura;

–       interventi sul problema centrale degli spostamenti e del trasporto dei lavoratori, sia potenziando transitoriamente la rete dei trasporti pubblici anche con forme di mobilità sostenibile;

–       sostegno per l’organizzazione delle mense;

–       riserva finanziaria regionale per co-finanziare gli investimenti (Accordi di Innovazione, Contratti di Sviluppo).

 

TURISMOL’Abruzzo ha vissuto già le difficoltà della rinascita del settore dopo il sisma, la tragedia di Rigopiano, la sicurezza autostradale. Bisogna operare una strategia, anche comunicativa, che tenga conto dell’esperienza fatta e che sfrutti l’eccezionale biodiversità del paesaggio soprattutto all’inizio della fase 2, promuovendo un turismo esperienziale, ad esempio in frangenti montani della regione, dando così modo ai borghi, alle città d’arte, alle spiagge, ai luoghi più frequentati di prepararsi per garantire la fruizione in sicurezza e per aprire ad un turismo multi-stagionale e non solo massivo.

Proposte di intervento: estensione alle attività turistica di tutti i benefici per le PMI; includere nel reddito di emergenza di guide, accompagnatori, soci e amministratori di attività turistiche non iscritte alla gestione separata dell’Inps, categorie ad oggi escluse dai benefici; annullamento per il 2020 della Tassa di soggiorno; esenzione dei balneari dal pagamento del Canone demaniale; finanziamenti a fondo perduto, per chi ha subìto consistenti riduzioni del reddito, destinati tutta la filiera; bonus per i cittadini abruzzesi da spendere nelle strutture e nei servizi del sistema turistico regionale e card di vantaggi per chi sceglie l’Abruzzo per più di 3 giorni; riapertura e potenziamento della rete sentieristica col coinvolgimento dei professionisti del settore; Card ai turisti che soggiornano in Abruzzo per almeno 3 giorni per acquistare servizi con vantaggi, sconti e agevolazioni; Rilancio della Film Commission d’Abruzzo; sbloccare e completare i cantieri delle Piste ciclabili e ciclopedonali nei Comuni dove ci sono risorse giacenti che lo consentono.

 

AGRICOLTURA. Il settore ha riaffermato la sua funzione centrale, in quest’ottica, agli operatori del settore vanno offerte opportunità e risposte puntali e concrete.

Proposte d’intervento: garantire la liquidità agli imprenditori agricoli e zootecnici snellendo procedure e burocrazia; agevolare i  giovani imprenditori già insediati negli ultimi tre anni; agire su controllo e ristoro del danno da fauna selvatica; piano straordinario per la promozione dell’export abruzzese dell’intera filiera; rendere possibile il lavoro nei campi condividendo con le parti sociali condizioni dignitose e sicure; rendere flessibile l’uso dei fondi del Piano di Sviluppo Rurale riadattando le misure alle nuove esigenze; riconoscere a ciascun operatore un rimborso sui costi fissi di produzione; misure specifiche di contrasto alla speculazione sul prezzo del latte ; contributo alle aziende florovivaistiche abruzzesi.

PESCA. Le problematiche sono molteplici, a partire dai bruschi cali di vendite, aggravate dal fatto che le attuali normative vigenti non inibiscono le attività dei pescherecci, ma la quasi totalità del lavoro è fermo.

Proposte di intervento:  pagamento delle richieste di integrazione al reddito già avanzate per i lavoratori imbarcati; sgravio di tutti i contributi a favore delle imprese; indennità di fermo mensile a compensazione dei mancati guadagni; attivazione e incremento del Fondo Unico della Pesca da destinare alle imprese che hanno dovuto sospendere le attività e ai produttori per stimolare la ripresa del mercato; attivazione immediata del fermo-pesca con carattere emergenziale diverso dalle ordinarie interruzioni dettate da precise esigenze di tutela ambientale.

ZONE ROSSE. La Regione, in raccordo coi Comuni che sono stati interessati dai provvedimenti e con le parti sociali e produttive, deve provvedere a tutelare i Comuni che sono stati interessati dai provvedimenti ora tolti attraverso: la  salvaguardia dell’economia dei nuclei familiari più deboli, delle partite IVA e degli operatori economici; azioni utili contro povertà, disoccupazione e spopolamento; coprire le spese aggiuntive che i Comuni hanno sostenuto per le attività di protezione civile e di assistenza alla popolazione durante l’emergenza. Inoltre la Regione si coordini con le altre regioni (per le zone rosse istituite con ordinanze regionali) per l’attivazione con il Governo per un pacchetto di misure nazionali.

CONNETTIVITÀ. Il Covid ci ha costretto a recuperare il gap tecnologico accumulato negli ultimi anni anche dall’Abruzzo. Famiglie, cittadini, professionisti, formazione e imprese hanno compiuto passi da giganti in quarantena, da trasformare in cammino stabile perché quando questa emergenza sarà superata, il salto di qualità nell’utilizzo del digitale diventerà permanente.  L’Abruzzo può e deve cogliere questa occasione per proporre un modello di vita, di lavoro, di ospitalità che pochi altri territori sono in grado di offrire, a condizione che siano potenziati i collegamenti digitali.

Proposta di intervento: utilizzare gli oltre 90 milioni di euro per collegare con la fibra tutti i Comuni abruzzesi. Sono già attive o in via di attivazione le convenzioni con Telecom e Open Fiber per accendere la fibra dove collegata; potenziare la diffusione della Banda Ultra Larga fin nei luoghi più rurali.

Radici, il ciclo del PD Abruzzo e del Centro studi per la rinascita parte da Mario Trozzi. Il primo maggio in diretta Facebook

Radici, il ciclo del PD Abruzzo e del Centro studi per la rinascita parte da Mario Trozzi. Il primo maggio in diretta Facebook

Sarà dedicato a Mario Trozzi, sindacalista e deputato socialista ed antifascista, tra i fondatori della Cgil in Abruzzo, il primo evento di “Radici – l’album di famiglia dei democratici abruzzesi”, che sarà in diretta sulla pagina Facebook del Partito Democratico regionale, domani 1° maggio a partire dalle 17. Ospiti saranno Andrea Borghesi, segretario generale NIdiL Cgil (la categoria che rappresenta e tutela i lavoratori atipici), autore di un saggio su Trozzi, e la deputata Chiara Gribaudo, componente della Commissione Lavoro. “Radici” oltre che dal partito regionale è promosso dal Centro Studi per la rinascita, il cui responsabile, Andrea Catena, spiega: “Con questo ciclo di iniziative vogliamo realizzare un viaggio alla scoperta delle radici storiche ed ideali del campo progressista e democratico abruzzese, poiché siamo convinti che per immaginare e costruire il futuro bisogna coltivare il valore della memoria. Lo faremo insieme con storici, intellettuali, giornalisti, scrittori, dirigenti politici, sindacalisti, imprenditori, raccogliendo anche testimonianze sulle varie figure storiche che costituiranno una sorta di ideale ‘Album di famiglia’ dei democratici abruzzesi”.

Il segretario del Pd Abruzzo Michele Fina dichiara: “E’ giusto che questo importante ciclo sulle nostre radici parta il primo maggio, e il primo maggio si deve parlare di lavoro. Quando lo scorso anno assunsi l’incarico di segretario, scegliemmo di indicare il lavoro come uno dei cardini del nostro impegno. Oggi l’emergenza sanitaria, che ha stravolto l’agenda immediata, non cambia i principi dell’impegno, anzi, ne rafforza il senso: i lavoratori vanno tutelati sempre, a cominciare da quelli più fragili. Vale di più nei momenti di crisi”.

Blasioli su ritardi banda ultralarga

Blasioli su ritardi banda ultralarga

“In un momento storico come quello che stiamo vivendo, dove concetti come smart working e didattica a distanza segnano le nostre giornate e rappresentano la strada più sicura da seguire nel prossimo futuro, non è accettabile che ci siano ancora zone dell’Abruzzo, e in particolare mi riferisco al Comune di Civitella Casanova in provincia di Pescara, che non sono raggiunte dalla banda ultra larga. Oggi più che mai si avverte la disparità fra chi vive in città e chi abita nelle aree interne e montane del nostro Abruzzo. L’emergenza Covid, infatti, ha accelerato il processo di digitalizzazione in atto da anni, basti solo pensare a come è cambiata in questi due mesi la scuola, da sempre luogo simbolo di contatto diretto fra alunni e fra alunni e docenti e che oggi si svolge via web. A tal proposito, e per garantire a tutti i cittadini della nostra regione pari “diritti digitali”, stamattina ho presentato una risoluzione urgente e ho inviato una lettera all’assessore Liris per chiedergli di risolvere immediatamente il problema”. Con queste parole il consigliere del Pd Antonio Blasioli interviene per annunciare la risoluzione che verrà discussa in consiglio regionale e la lettera inviata all’assessore Liris, nella speranza che questa disparità sia superata il prima possibile.

“La Regione Abruzzo – spiega Blasioli -, durante l’amministrazione di centrosinistra, per colmare il divario infrastrutturale digitale di banda ultra larga nei 305 Comuni abruzzesi, ha provveduto a stanziare 133 milioni di euro (fondi PSR-FEASR 2007-2013, POR-FESR 2014-2020 e con la delibera Cipe 65/2015).

Con questi finanziamenti, sono stati stanziati lavori per l’infrastrutturazione delle cosiddette aree bianche (ovvero quelle dove l’investimento digitale non risulta conveniente per i grandi operatori privati), dei presidi sanitari pubblici, dei plessi scolastici e dei poli della ricerca e dell’innovazione e delle principali aree industriali in tutti i Comuni interessati dal piano.

Tra i Comuni coinvolti, quello di Civitella Casanova, dove i lavori sono stati aggiudicati nel 2017 dal Raggruppamento temporaneo d’imprese “Consorzio stabile energie locali Scarl – Eurotel srl. Lavori che, sul sito dell’agenda digitale della Regione Abruzzo, risultano in fase di collaudo e che dovrebbero coprire il 62 per cento del territorio.

L’emergenza legata alla pandemia del Covid 19, però, ha trasformato l’assenza della banda ultra larga nel Comune di Civitella Casanova, che è stato inserito nella “zona rossa”, in una necessità primaria per i lavoratori e per gli studenti, costretti ad operare e a seguire le lezioni da casa. La mancanza di una connessione Internet che vada oltre una semplice connessione ADSL, ormai sempre più traballante e inaffidabile, sta provocando notevoli disagi a questi cittadini ed è urgente porre rimedio quanto prima al problema.

L’assessore Liris ha annunciato l’accelerazione dell’attivazione delle infrastrutture regionali di rete in banda ultra larga, ma tra i Comuni coinvolti non rientra il Comune di Civitella Casanova.

Per risolvere subito il problema, bisogna innanzitutto contattare celermente il consorzio che si è occupato dei lavori per capire quali sono gli ostacoli da superare per dipanare questa matassa  e poi occorre subito un ulteriore sforzo di programmazione da parte della Regione per coprire la quota mancante di territorio.

Alla luce di tutto ciò, ho inviato una lettera all’assessore e ho presentato una risoluzione indirizzata al Presidente Marsilio per chiedere loro di farsi carico prontamente di completare i lavori della banda ultra larga a Civitella Casanova, di portare la copertura al 100% del territorio comunale e di attivarsi presso Open Fiber e Tim per completare urgentemente i lavori di collaudo della rete già installata in modo da poter procedere al passaggio degli utenti alla rete a fibra ottica”.

Interrogazione di Paolucci su RSA: “Grave quanto sta accadendo, la Regione si mobiliti per fermare vittime e contagi e lasci perdere l’inutile propaganda anti governativa”

Interrogazione di Paolucci su RSA: “Grave quanto sta accadendo, la Regione si mobiliti per fermare vittime e contagi e lasci perdere l’inutile propaganda anti governativa”

“Mentre nelle RSA abruzzesi il Covid continua a mietere vittime e contagi, vista la mancanza di un’azione tempestiva e preventiva della Regione Abruzzo, la maggioranza di centrodestra non rinuncia alla propaganda, anche a costo dell’ennesima spaccatura”, così il capogruppo PD in Consiglio Regionale Silvio Paolucci che preannuncia un’interrogazione all’esecutivo sulla situazione delle RSA.

“Ignorate nelle fasi clou dell’emergenza, le strutture residenzialità sono oggi divenute pericolosissimi focolai del virus sia per i pazienti che per gli operatori sanitari – chiarisce Paolucci – . Più volte in queste settimane ho chiesto all’esecutivo tracce dell’impegno della Regione su questo fronte e iniziative più incisive, un fronte che sconta il ritardo e i limiti, entrambi evitabili, della gestione emergenziale. Le risposte ottenute dall’assessore Verì in data 17 aprile anche in ragione delle misure previste dall’ordinanza 32, testualmente affermavano che “tutte le strutture stanno gestendo i casi positivi (..) garantendo la sicurezza dei pazienti non contagiati”. La situazione invece nella realtà è ben diversa e continua a sfuggire di mano a chi governa, la riprova è il fatto che nelle strutture la gente continua a morire.

Parliamo delle fasce più deboli ed esposte della popolazione: dopo i casi nell’Istituto Sorelle della Misericordia a Pescara, della casa di riposo “M. Acerbo De Pasquale” a Loreto Aprutino, del Centro Anziani “Santa Maria” di Atessa, del Santo Volto di Montesilvano, ieri c’è stata l’ultima vittima, una ospite della Rsa Villa San Giovanni di Sambuceto, che ha avuto diverse perdite.

E’ un frangente che evidentemente ha bisogno di un’attenzione che deve andare oltre la redazione di un’ordinanza e note di risposta, che più che impegni verificabili assumono il tono della circostanza. Sulle materie di esclusiva competenza della Regione siamo purtroppo estremamente carenti: dalla cassa in deroga fino ai trasporti, passando appunto per le misure di sorveglianza sanitaria sul territorio l’Abruzzo si è rivelato privo di un piano efficace, diventando fanalino di coda nazionale. Spesso invece il Governo Regionale, per nascondere la sua inefficienza, riapre la partita sul terreno di scontro con il Governo Nazionale, proponendo un inedito balletto di opinioni circa ordinanze e “contrordinanze” tra gli azzurri Febbo e Sospiri e lo stesso Marsilio, su ipotesi palesemente illegittime di riapertura anticipata. Ecco, al posto di riaprire una campagna elettorale post emergenza, la maggioranza pensasse alle RSA e a chi lì sta vivendo e conducendo una lotta per la vita e contro il contagio e producesse un’azione più utile, ma soprattutto di esclusiva competenza della Regione. Quanto all’economia, la Regione può mettere in campo azioni ben più utili di una propaganda che non trova sponde nel centrodestra stesso”.

Pietrucci: tutelare i lavoratori interinali della Sanità, in questa emergenza è un dovere morale e politico

Pietrucci: tutelare i lavoratori interinali della Sanità, in questa emergenza è un dovere morale e politico

Il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci dichiara: “In un momento difficile come questo, anche per il livello di scontro politico causato da scelte a volte incomprensibili se non dissennate, una delle questioni più delicate riguarda, senz’altro, la tutela del lavoro, per quei pochi “fortunati” che non lo hanno perso durante il lockdown. Mi aspetto dunque molta attenzione e cura, da parte della Regione Abruzzo e di ogni Ente o istituzione pubblica interessata, per le forme contrattuali in bilico, ad esempio quelle dei lavoratori precari o in somministrazione interinale, magari con scadenze contrattuali a termine proprio in questo momento. E me lo aspetto soprattutto in quei settori fondamentali e sotto pressione come la sanità, e dunque in primo luogo dalla ASL 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, anche nella consapevolezza che – se qualche giorno fa all’interno dell’Azienda si pensava ad assumere nello staff della Direzione Regionale,  si sono promosse inutili e costose campagne di comunicazione e si sono assegnati incarichi di consulenza esterni – evidentemente i fondi per mantenere attive competenze professionali di qualunque genere, ci siano. Nello specifico penso ai lavoratori interinali presso la ASL, con scadenza contrattuale alla fine del mese di aprile, che potrebbero vedere il loro Contratto non rinnovato, nonostante le competenze e le professionalità acquisite e nonostante la tendenza generale sia ovviamente quella di incrementare, ovunque nel Paese, i posti di lavoro nel settore della Sanità. Sarebbe un atto che andrebbe a gravare ancora di più sul nostro territorio, sulla vita dei cittadini, sui lavoratori e che minerebbe la credibilità del nostro governo Regionale, già sotto attento monitoraggio per ritardi, mancanza di programmazione, scarsissima volontà di collaborazione fra forze politiche differenti”.